Milano si illumina: il braciere olimpico è lo spettacolo gratuito che sta facendo impazzire i social

Milano si accende ogni sera con uno spettacolo unico, basato sullo spirito olimpico: il braciere dei Giochi invernali 2026 sotto l’Arco della Pace è infatti diventato il nuovo punto di ritrovo per cittadini e turisti, riuscendo così a trasformare un luogo già iconico della città in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto. Anche perché offre uno show gratuito che, tra luci e fiamma viva, sta conquistando anche i social.

Milano: lo show del braciere olimpico. Ogni sera luci e musica all’Arco della Pace

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il braciere olimpico di Milano Cortina 2026 si trova all’Arco della Pace, nel cuore di Parco Sempione, con vista sul Castello Sforzesco. Dopo l’accensione ufficiale durante la cerimonia inaugurale dei Giochi a San Siro, affidata a due leggende come Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, il calderone è diventato un’attrazione quotidiana.

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Ogni sera, dalle 18 alle 23 e fino al 22 febbraio, allo scoccare dell’ora prende vita uno show di cinque minuti con luci e musiche del Maestro Roberto Cacciapaglia. I colori dialogano con la colonna sonora originale, passando dal bianco al blu, dal rosso al verde, fino all’oro. Sotto è possibile vedere una folla con smartphone alla mano e pronta a postare video virali sui social.

Il progetto porta la firma di Marco Balich, in collaborazione con Lida Castelli e Paolo Fantin, con realizzazione in partnership con Fincantieri. L’ispirazione è il sole: un oggetto pulsante, capace di aprirsi e chiudersi come un organismo vivo.

Realizzato in alluminio aeronautico, il braciere è una struttura dinamica che passa da 3,1 a 4,5 metri di diametro in apertura, con 244 punti di snodo e 1.440 componenti. La fiamma è custodita in vetro e metallo con effetti scenici sostenibili e basse emissioni. Dopo 63 giorni di viaggio in tutta Italia, la fiamma tornerà ad ardere anche per le Paralimpiadi, fino allo spegnimento definitivo del 15 marzo.

Photo Credits: Giuseppe Guarino