Stefano Sani ‘Ora o mai più’: Marcella Bella e Orietta Berti sono gli unici cavalli di razza

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Dal successo ai riflettori che si spengono, dall'amicizia con Zucchero al telefono che non squilla più: Stefano Sani si racconta e di 'Ora o mai più dice 'siamo stati dei grandissimi privilegiati'.
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Stefano Sani ‘Ora o mai più’: Marcella Bella e Orietta Berti sono gli unici cavalli di razza

Stefano Sani ‘Ora o mai più’: “Marcella Bella e Orietta Berti sono gli unici cavalli di razza”

Negli anni 80 è stato sulla cresta dell’onda, consacrato al successo dal brano ‘Lisa’ scritto con Zucchero e presentato al Festival di Sanremo 1982. Stefano Sani è ora tra i concorrenti di ‘Ora o Mai Più’ ed è pronto a godersi a pieno questa nuova opportunità.

Non ha accettato subito Stefano la partecipazione alla trasmissione condotta da Amadeus. “Sono anni che non facevo un programma televisivo importante e avevo un po’ di timore ad affrontare un discorso del genere”. Ma quando ha capito che la musica sarebbe stata protagonista, che avrebbero cantato tanto e si sarebbero confrontati con i coach ha deciso di dire si.

I coach, appunto, un valore aggiunto a questa esperienza che lui ha condiviso con Marcella Bella. “Non sapevamo niente sull’abbinamento. Certo Sapevamo chi erano e in cuor mio speravo che mi toccasse una donna perché penso che il duetto più bello sia tra un uomo e una donna. Quindi speravo mi venisse assegnata una cantante vera che sapesse cantare e secondo me l’unico cavallo di razza che c’era nel gruppo, parlando delle donne, oltre a [vip id=”198318″]Orietta Berti[/vip] (che stimo molto ma che ha un repertorio che non collima molto con i miei gusti) era Marcella Bella. Appena l’ho vista mi è sembrato di toccare il cielo con un dito. Perché si preannunciava un percorso musicale e umano estremamente piacevole e gratificante.”

Stefano Sani “Ero un pollo da spennare e su cui lucrare”

Il successo Stefano Sani come dicevamo all’inizio, lo ha raggiunto quando aveva solo vent’anni con il brano ‘Lisa’ scritto con Zucchero. “Vent’anni sono proprio pochi, soprattuto negli anni 80: non eravamo molto scaltri o almeno io non lo ero. Vengo da una famiglia semplice, con valori importanti e profondi; non ero mai uscito di casa non conoscevo qual era l’ambiente esterno alla mia famiglia o a me. E’ stato come catapultarmi in un mondo sconosciuto. e’ stato un successo molto repentino ed eclatante e questo mi ha destabilizzato.” Un vortice, come lo ha definito Stefano durante la nostra chiacchierata, che non è stato in grado di gestire. Già perché affrontare il mondo della musica da soli non è facile, e quindi condividi il tuo percorso che persone che pensi ti possano aiutare, che tengano a te. Ma non sempre è così.

“Ho avuto molte persone che mi sono state accanto, ma con il senno del poi posso dirti che non lo hanno fatto nella maniera corretta. Ero un bel pollo da spennare e su cui lucrare molto. L’ho capito tardi; ho ingaggiato persone per lavorare con me che apparentemente sembravano interessate alla mia carriera e invece così non è stato. Alla fine degli anni 80 mi sono ritrovato solo. Quando ho visto che il telefono cominciava a suonare di meno, che il numero e la qualità dei concerti diminuiva mi sono chiesto ‘e adesso che faccio?’.

Stefano non si è perso d’animo e alla soglie dei trent’anni si è iscritto all’Università di Lettere con indirizzo spettacolo. I successi nello studio, come l’aver lavorato nell’azienda di famiglia, gli hanno restituito la fiducia in se stesso. “Ho visto che impegnandomi ottenevo buoni risultati. Questo mi ha permesso di guardare al mio passato e capire che forse quello che non aveva funzionato non era stato il mio impegno o il mio lavoro, ma piuttosto l’essermi circondato delle persone sbagliate. Capire questo mi ha restituito fiducia in me e la voglia di rimettermi in gioco anche nella musica.”

Stefano Sani: quell’incontro con Zucchero e l’inizio del successo

Oggi Stefano Sani è sereno e grato per il momento che sta vivendo, ma intuiamo che non è stato un periodo facile quando le luci della ribalta hanno iniziato a spegnersi. Anche l’amicizia con[vip id=”7523″] Zucchero[/vip] non è stata più la stessa.

“Con Zucchero ci siamo incontrati a 19 anni nello studio di un amico comune. Entrambi sognavamo di fare cose importanti con la musica. Eravamo un gruppo di ragazzi che volevano fare Castrocaro e ricordo che lui disse ‘se devo scrivere per qualcuno scriverò per lui’ e mi indicò. Diciamo che mi prese in qualche modo a scatola chiusa! Ancora non era nessuno, aveva scritto qualcosa per Iva Zanicchi e Fred Bongusto, ma ancora poche cose. Non era lo zucchero che tutti consociamo ora. Ci mettemmo a lavorare insieme e realizzammo la canzone che ho portato a Catsrocaro ‘Un’altra atmosfera’. A Castrocaro partecipò anche Zucchero, e pensa c’erano anche Eros Ramazzotti e Fiordaliso. Zucchero e Fiordaliso arrivarono primi parimerito, io secondo e Eros quarto.”

Quel secondo posto lo fece notare da Ravera che allora organizzava anche il Festival di Sanremo. In lui vide un potenziale, qualcuno adatto a fare quel mestiere e così gli propose di partecipare al Festival. E così fu: Stefano si rimise a lavorare con Zucchero e si presentò con il brano ‘Lisa’. “Il resto è storia, sapete com’è andata da lì in poi” ci dice Stefano.

Il sodalizio artistico con Zucchero durò circa 4 anni “Abbiamo fatto album insieme, concerti, condiviso camere d’albergo..eravamo molto amici, c’era un rapporto stretto. Andavo spesso a casa sua e lui veniva spesso da me. Ho tenuto in braccio Irene quando era piccola. Ricordo che amava molto la carne di cavallo e quando andavamo a Milano mi portava spesso a mangiare in un ristorante dove la facevano.” Poi Zucchero decise di concentrarsi sulla sua carriera e non produrre più nessuno. “Per qualche anno il nostro rapporto è rimasto cordiale, poi ci siamo separati. Con gli anni si cresce si cambia, e avrei voluto riallacciare il rapporto non tanto di collaborazione quanto quello umano: mi mancava. Ho provato a chiamarlo ma ci sono sempre stati dei filtri e non sono più riuscito a parlare nuovamente con lui.”

Stefano Sani “Partecipare ad ‘Ora o Mai più’ è stato un grande privilegio e una grandissima scommessa’

Il 29 giugno in occasione dell’ultima serata di ‘Ora o Mai più’, ascolteremo il suo nuovo singolo; sull’album Stefano Sani sta ancora lavorando perché non vuole fare le cose velocemente. Ovviamente pensa a cosa accadrà dopo la fine del programma ‘Sarebbe da irresponsabili non farlo’ ma è fiducioso e sereno. “Credo che siamo stati dei grandissimi privilegiati. Partecipare ad ‘Ora O Mai Più’ è stata una grande scommessa che poteva anche farci male. Invece il fatto che il programma abbia avuto un enorme successo e che la produzione e Amadeus in primis ci abbiano presentati non come meteore ma come cantanti a cui viene data una seconda o terza possibilità, ha entusiasmati tutti e ha fatto si che noi fossimo coalizzati. Non c’è invidia tra di noi. C’è una coesione intensa e credo che si veda perché queste cose non si possono fingere.”

Che cosa ci sarà di bello dopo ‘Ora o Mai Più’ per Stefano Sani? “Serate e concerti perché c’è una grande richiesta e per me questo è bellissimo perché è il coronamento di un percorso importante.”

I Jalisse tra i concorrenti di 'Ora o mai più'
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Stefano Sani è tra i concorrenti di 'Ora o Mai più'
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