Una rivolta talmente generalizzata che il Direttore del quotidiano Pietro Senaldi ha risposto a ogni critica in un lunghissimo editoriale, uscito sul quotidiano il 24 gennaio.
“Ci fanno notare: che nesso c’è tra il calo del fatturato e del Pil e l’ aumento dei gay? – scrive sul finire dell’editoriale – Nessuno diretto, e infatti nella titolazione non abbiamo legato le due notizie con un rapporto causa-effetto. Abbiamo scattato una fotografia del Paese, specificando nel sommario che l’Italia è economicamente a terra e gli omosessuali sono gli unici a non sentire la crisi, tant’è che aumentano. Non piace il titolo? Non comprateci, ma lasciateci in pace. In particolare ci attaccano i grillini. Si starebbero attivando per tagliare immediatamente ogni tipo di contributo a Libero. ‘Bisogna stare sul mercato’, dicono. Ma in realtà tolgono i soldi solo a chi li critica e li aumentano a chi canta nel loro coro, come le radio, e per noi studiano leggi speciali, sullo stile di quelle per gli ebrei negli anni Trenta. Cari governanti delle due una: o Libero è un giornalaccio che non vale nulla, come dite, e allora non si capisce perché ve ne curiate così tanto, oppure vi dà fastidio, perché non vi piace quel che dice, e perciò che gli muoviate guerra dai vostri scranni di governo configura un attacco alla libertà di stampa e alla Costituzione”.