Fuocoammare: Gianfranco Rosi e la decisione di fare questo documentario

“Senza neanche sapere che io fossi un regista alla ricerca di una possibile storia, durante quella visita Pietro Bartolo ha voluto condividere con me il suo vissuto sul fronte dell’assistenza medica e umanitaria. Quel che ha detto, le parole che ha usato, mi hanno colpito profondamente.

È scattata una complicità, ho visto in lui quella persona che poteva trasformarsi in un personaggio del film. Dopo un’ora e mezza di scambio intenso, il dottore ha acceso il suo computer per mostrarmi delle immagini inedite e farmi “toccare con mano” il senso della tragedia dei migranti.

In quel momento ho capito che dovevo trasformare la commissione per un corto di 10 minuti nel mio nuovo film.