Claudio Baglioni, il lungo post su Facebook

“Guardo l’anno che inizia
come si guarda un orizzonte lontano
dalla cima di un colle
pensando che il futuro è sempre
nel richiamo di una distanza
laggiù da colmare.
Nel fascino di qualcosa a cui dare forma.
Perché il tempo senza di noi
è un orologio senza lancette.
Un calendario senza foglietti.
Non è che una scatola vuota.
Sta a ciascuno di noi
riempirla di cose.
In questo prossimo anno
farò 50 anni di questo mestiere
che mi ha dato la vita
e che al centro della mia vita
è rimasto finora.
Tra un po’ più di un mese
finirò il mio lavoro
iniziato di corsa ad ottobre
di architettare un Festival di Sanremo
con le parole e la musica
che siano il centro
intorno al quale orbitare.
Alla fine dei mesi d’estate
un album riempito di nuove canzoni
con i suoni e i silenzi dell’emozione
che s’incontrano al centro del cuore.
In autunno un giro di grandi concerti
con la scena ed il palco
nel centro delle arene coperte
e in mezzo a quanti vorranno venire
per percorrere insieme
cinquant’anni di storie.
Per dare un senso e un valore
al balletto delle memorie
di quello che è stato
e di quello che ancora sarà.
Ed è questo il mio augurio per tutti:
colmare questa distanza
con i nostri passi migliori
e dare ai giorni che ci si fanno davanti
lo svolgimento più bello
che riusciremo ad immaginare.
Così questo 2018
sarà davvero un anno nuovo
e non soltanto un nuovo anno.
Così ci potremo augurare e augurarci
buon anno perché sia un anno buono”.