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Il Messaggero

Perché il presepe andrebbe tolto per tradizione il 2 febbraio, giorno della Candelora?

In pochi sanno che da tradizione il presepe andrebbe tolto il 2 febbraio, ovvero la festa della Candelora che segna la fine del tempo di Natale.

Quella di togliere il presepe il 7 gennaio, subito dopo l’arrivo dei Re Magi, è più che altro una necessità legata alla frenesia di “pulire” la casa dagli addobbi natalizi. Ma si dimentica di differenziare l’aspetto puramente superficiale, fatto di lucine e palline colorate, da quello strettamente religioso rappresentato dal presepe, simbolo della natività di Gesù.

Tale tradizione, caduta quasi in disuso, è semplicemente ignorata da molti e si riferisce almeno in origine soltanto al Presepe, unico simbolo realmente religioso del Natale, ma per estensione si può riferire anche all’albero ed agli altri addobbi.

Cosa è la Candelora? Che significa?

La candelora è una ricorrenza cristiana che viene celebrata il 2 febbraio, chiamata anche Festa presentazione di Gesù al Tempio, nell’adempimento della Legge Giudaica riguardante i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria poiché secondo l’usanza ebraica, dopo quaranta giorni dalla nascita di un maschio la madre, considerata impura, doveva recarsi al Tempio di Gerusalemme per purificarsi: il 2 Febbraio cade quaranta giorni dopo il 25 Dicembre (giorno della nascita di Gesù).

Festa della Candelora, perché si chiama così?

La festa è chiamata Candelora perché in quel giorno si benedicono e distribuiscono ai fedeli candele che si dice difendano contro calamità e tempeste. Le candele accese simboleggiano Gesù Cristo  “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento appunto della presentazione al Tempo di Gerusalemme.

Inoltre, nella tradizione cristiana le candele benedette il 2 febbraio vengono utilizzate il giorno successivo per la benedizione della gola.

Il 3 febbraio si celebra infatti la memoria di San Biagio, protettore delle gole in quanto, tra i suoi miracoli, si ricorda il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. Le candele sono spesso presenti nelle raffigurazioni pittoriche del Santo.

La Candelora e Roma

Già dal VIII secolo d.C., la festa era molto sentita.

A Roma, nel Medioevo, si compiva una lunghissima processione che partiva da Sant’Adriano e attraversava i fori di Nerva e di Traiano, attraverso il colle Esquilino, per raggiungere la basilica di Santa Maria Maggiore.

La Candelora e Roma

In tempi più recenti, la processione si accorciò, svolgendosi intorno alla Basilica di San Pietro.

In quell’occasione, all’interno della Basilica, sull’altare venivano poste delle candele, con un fiocco di seta rosso e argento, e con lo stemma papale. Erano scelte tre di queste e la più piccola era consegnata al Papa, mentre le altre due andavano al diacono e al suddiacono ufficiali.

Una volta benedetti i ceri, il Papa consegnava la sua candela al cameriere segreto, insieme con il paramano di seta bianca, che gli era servito per proteggersi le mani dalla cera calda, e passava alla benedizione dei ceri.

La “Candelora dei fiumaroli” nella chiesa di Santa Maria dell’Orto

Nel corso dei secoli ad occuparsi della celebrazione della Canderola a Roma fu la Confraternita della Chiesa di Santa Maria dell’Orto a Trastevere.

Oltre ai ceri, la chiesa provvedeva anche alla benedizione delle acque del Tevere.

Chiesa di Santa Maria dell’Orto

Nel corso dei secoli ad occuparsi della celebrazione della Canderola a Roma fu la Confraternita della Chiesa di Santa Maria dell’Orto a Trastevere.

Fin dal XV secolo Santa Maria dell’Orto divenne così la piccola ‘capitale’ delle altre confraternite e dei sodalizi legati al fiume.

La mattina del 2 febbraio tutti si presentavano sulle proprie imbarcazioni per la benedizione solenne e la consegna dei ceri.

Gli equipaggi potevano accenderli – come segno di devozione alla Madonna e come richiesta d’aiuto – solo in caso di pericolo, malattia, temporali e tempeste.

Da 1983 Arciconfraternita ha ripristinato la celebrazione del rito della consegna delle candele benedette ai marinai, pescatori, agli equipaggi dei battelli fluviali oltre che agli sportivi dei circoli nautici e a tutti coloro che vivono e lavorano sul Tevere. Si perpetua così (nella domenica più prossima alla data indicata), una cerimonia di antica tradizione che fin dal 1500 si è svolta a Santa Maria dell’Orto.

Oltre ai ceri, la chiesa provvedeva anche alla benedizione delle acque del Tevere.

La Candelora e il meteo

Una data che nella tradizione popolare abbonda di proverbi e che a detta di molti permette di ipotizzare dell’evoluzione della seconda parte della stagione fredda.

Purtroppo le credenze popolari variano da regione a regione e in alcuni casi sono contraddittori.

In Umbria e luoghi limitrofi si usa dire “La Madonna Candelora dell’inverno semo fora, ma se piove o tira vento nell’inverno semo drento“, ossia il 2 febbraio l’inverno può considerarsi finito, ma se il 2 febbraio il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno.

C’è però anche una versione opposta che recita:
”Per la Santa Candelora, se nevica o se plora dell’inverno siamo fora, ma se l’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno”.

Candelora e il giorno della Marmotta

Negli Stati Uniti la festa religiosa è stata sostituita da una laica, “il giorno della marmotta “, Groundhog Day, sempre il 2 febbraio.
La tradizione vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane.