YAPE, il fattorino robotico made in Italy premiato in Germania

E' in grado di sfrecciare sulle strade cittadine senza lasciarsi intimorire da buche, ostacoli e barriere: un robot fattorino che parla italiano ed ha conquistato la Germania

Negli ultimi anni si parla moltissimo di droni, i piccoli apparecchi volanti comandati da remoto che, a quanto sembra, dovranno sostituire aerei, taxi e corrieri.

C’è però una start up italiana che ha deciso di offrire un’alternativa immediatamente percorribile: per quanto infatti la narrazione sui droni sia affascinante e futuristica, in una realtà come la nostra dovrà essere successiva a notevoli cambiamenti in termini di leggi e di viabilità aerea prima di poter essere applicata nel quotidiano.

YAPE è invece una soluzione adattabile già da oggi: l’acronimo sta per Your Autonomous Pony Express ed è un piccolo robot che sfreccia su due ruote e che può percorrere le strade cittradine con piccoli carichi. Documenti, piccoli pacchi, cibo.

Yape è interamente italiano e coniuga “eccellenza ingegneristica, raffinati algoritmi cognitivi e moderno disegno industriale”, secondo le parole del ceo di e-Novia, Vincenzo Russi (si tratta della società che produce il veicolo n.d.r)

Yape è progettato per muoversi in spazi piccoli ed irregolari: non teme buche, strettoie, rotaie del tram e barriere architettoniche. Si sposta ad una velocità media di 6 km/h ma su pista ciclabile puà arrivare a 20 km/h: non rischia neanche di sbattere addosso a passanti e ciclisti, visto che i suoi sensori riconoscono la presenza umana.

E a proposito di riconoscere, Yape è anche in grado di attivare il riconoscimento facciale per consegnare il pacco proprio alla persona giusta: un’insieme di caratteristiche innovative che lo hanno portato a vincere in Germania il German Design Awward 2019, che verrà consegnato a febbraio e che viene riconosciuto a chi unisce in maniera efficace estetica e funzionalità.

 

 

 

 

Francesca Di Belardino

Giornalista, amante delle serie tv, gattara: amo l'innovazione, la tv, i libri di carta e cerco di scriverne meglio che posso. Ancora in attesa della mia lettera da Hogwarts.