Mobvoi, chi c’è dietro il brand che vuole farci distogliere gli occhi dallo smartphone

Un team composto da ex Google e Nokia, ma anche da ricercatori universitari di alto livello, lavora per convincerci che l'era degli smartphone è passata

Si chiama Mobvoi ed è un brand cinese, nato nel 2012, formato da un team di ingegneri e ricercatori provenienti da Google, Nokia, da prestigiose università e da esperienze di altissimo livello in tutto il mondo. L’obiettivo di Mobvoi è quello di portare ad un altro livello l’interazione fra uomo e macchina, lavorando sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.

Forse avrete sentito parlare dei TicWatch, smartwatch che hanno portato Wear OS in Cina ma hanno anche contributo alla sua diffusione in Occidente: si tratta di smartwatch dal prezzo molto più accessibile dei modelli che sono in circolazione ma dalle prestazioni assolutamente alla loro altezza.

In Cina Mobvoi sta lavorando anche all’utilizzo di AI nella macchine, con lo sviluppo di una app basata su comandi vocali e che gestisce navigazione, intrattenimento e messaggistica a bordo: il gruppo cinese di Volkswagne la sta già promuovendo.

Mobvoi ha anche lanciato TicPods Free, la versione Android delle Airpods di casa Apple, e il TicHome Mini, un piccolo smart speaker con Assistant integrato che sfida l’Home Mini di Google.

Il messaggio di Mobvoi è: distogliete gli occhi dallo smartphone e godetevi la realtà con l’aiuto dei nostri dispositivi, basati su gesti e comandi vocali. Un messaggio lanciato direttamente anche da Jason Zheng, Head of Communications del brand, durante la presentazione di TicWatch C2 e TicPods: Zheng ha chiesto al pubblico di fare una foto per i social e di mettere via lo smartphone, pensando piuttosto a godersi il momento.

Per ora gli smartwatch, in questa parte del mondo, non sono ancora molto diffusi: in parte a causa del prezzo, ancora piuttosto alto, e anche perchè l’orologio è ancora un oggetto che non riusciamo a svincolare dalla sua funzione primaria. Di contro però si stanno diffondendo più rapidamente i fitness tracker, orologi nati con lo scopo di registrare le perfomance sportive: potrebbero essere il lasciapassare per gli smartwatch.

Chi ha provato i TicWatch, anche nelle ultimissime versioni C2 e Pro li ha trovati interessanti, ma vincolati e in parte limitati dalla presenza di Wear OS.

Movboi, in ogni caso, è un nome di cui sentiremo ancora parlare.

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FOTO DI REPERTORIO A SCOPO DIMOSTRATIVO @KIKAPRESS

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Francesca Di Belardino

Giornalista, amante delle serie tv, gattara: amo l'innovazione, la tv, i libri di carta e cerco di scriverne meglio che posso. Ancora in attesa della mia lettera da Hogwarts.

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