Algoritmo di Google: com’è cambiato nel tempo

L’ Algoritmo di Google e i suoi update sono argomento di grande interesse per chi si occupa di SEO e […]

L’ Algoritmo di Google e i suoi update sono argomento di grande interesse per chi si occupa di SEO e Search Marketing, ma non solo.

Google ha recentemente annunciato di voler combattere il fenomeno dilagante delle fake news, e i contenuti ritenuti offensivi o violenti.

Spesso accadeva infatti che facendo delle ricerche attraverso il motore di ricerca più popolare della rete, non solo si raggiungessero pagine web poco pertinenti alla query digitata, ma anche contenuti che in qualche modo ledevano l’immagine di terzi.

Per questo motivo l’azienda californiana ha annunciato un cambiamento strutturale nell’algoritmo del motore di ricerca: a quanto pare sarà dato un peso maggiore all’autorevolezza delle pagine web, tenendo sempre più in considerazione le segnalazioni degli utenti, ma allo stesso tempo  sfruttando un sistema di “machine learning” basato sull’intelligenza artificiale.

Che cosa significa esattamente “machine learning”?

Con il termine “machine learning”, ci riferiamo al modo in cui un computer è in grado di apprendere in maniera autonoma, come svolgere un determinato compito.

Questo nuovo algoritmo che da Google era già stato annunciato e implementato nel 2015, si chiama “RankBrain” ed è parte integrante di quello principale. Oggi è ancora più perfezionato.

E’ cosa nota che Google aggiorni il suo algoritmo di ricerca molto frequentemente, non solo per essere sempre all’avanguardia, ma soprattutto per fare in modo che il posizionamento delle pagine web, nella “SERP” (search result page) del motore di ricerca, sia sempre più difficile da manipolare.

Vediamo ora quali sono stati alcuni tra i maggiori cambiamenti nell’algoritmo di Google, nei diversi anni di attività del motore di ricerca, e come hanno influito sull’esperienza degli utenti e di chi come me, si occupa di SEO e Web Marketing.

Gli update all’algoritmo di Google nel tempo

La Toolbar di Google (Dicembre 2000)

Nel dicembre del 2000 Google ha lanciato la toolbar PR, un’estensione per i browser, che permetteva di verificare il PR (page rank) ovvero un valore di autorevolezza assegnato ad ogni sito, aggiornato diverse volte nell’arco di un anno.

Primo update documentato (Settembre 2002)

Non ci furono molti dettagli a riguardo, ma sembra che si sia trattato di un importante update, e che non si sia trattato solamente di un aggiornamento del Page Rank.

Boston (Febbraio 2003)

Il primo update con un nome: Boston, oltre a questo fu il primo ad essere aggiornato con cadenza mensile, l’idea della mensilità fu abbandonata quando si comprese la necessità di aggiornamenti più frequenti.

Cassandra (Aprile 2003)

Lo scopo di questo update, fu quello di verificare la qualità dei link, colpendo chi ne riceveva una quantità massiva da domini con una correlazione tra loro, e chi usava link e contenuti testuali “nascosti”

Ricerca Personalizzata (Giugno 2005)

Con questo update, l’algoritmo di Google comincia a tenere conto di segnali, come le ricerche precedentemente effettuate dall’utente, per rendere i risultati sempre più personalizzati.

Caffeine (Giugno 2010)

Questo update è stato pensato per accelerare l’indicizzazione dei contenuti e mostrare agli utenti risultati più aggiornati. Favorendo in qualche modo i siti di news per determinate parole chiave.

Social Signals (Dicembre 2010)

Google comincia a tenere conto delle interazioni e citazioni di una pagina web nei social network, per valutarne la sua autorevolezza e popolarità

Panda (Febbraio 2011)

Il primo update all’ algoritmo di Google davvero aggressivo, il target erano diverse tipologie di sito: i cosiddetti “content farm” (siti enormi pieni di contenuti di bassa qualità, costruiti allo scopo di posizionarsi per moltissime parole chiave, velocemente e con poco investimento); siti di vendita massiva con poco contenuto; siti con molta pubblicità rispetto al materiale testuale e non, presente o pagine palesemente  sovraottimizzate per posizionarsi su Google.

L’update Panda continua ad essere aggiornato regolarmente.

Google Penguin (Aprile 2012)

Questo è uno degli algoritmi che ha shockato il mondo SEO. Google ha dichiarato che l’update avrebbe attaccato i siti che fanno uso di “Keyword Stuffing” ovvero l’utilizzo ripetuto di parole chiave all’interno di un contenuto. In realtà Penguin è soprattutto aggressivo nei confronti delle pagine web che ricevono troppi link con anchor text esattamente uguale a una parola chiave specifica.

Anche Penguin come Panda viene aggiornato regolarmente.

Exact-Match Domain (EMD) Update (Settembre 2012)

Con exact match domain si intende un dominio corrispondente a una parola chiave, ad esempio “fabbroadesenzano.com” per cercare di posizionarsi per la parola chiave “fabbro a Desenzano”. Fino ad allora questo tipo di dominio aveva un vantaggio non indifferente nel posizionamento. Oggi il vantaggio non è più così evidente.

Hummingbird (Agosto 2013)

Hummingbird è un update che interpreta in maniera migliore, come testi e query di ricerca sono digitati dall’utente su Google. L’ algoritmo ora cerca di capire quale sia esattamente l’intento di ricerca di chi digita una query, attraverso la comprensione dei sinonimi, e di parole attinenti.

Google Pigeon (Luglio 2014)

Questo è un update dedicato alla ricerca locale, adesso i segnali che Google valuta sono molti altri.

SSL Diventa un fattore di posizionamento (Agosto 2014)

Pochi mesi fa (nel 2017) si parlò molto del protocollo SSL come fattore di ranking per una pagina web, a seguito di un annuncio di Google relativo al suo browser Chrome, che avrebbe cominciato a “marchiare” come non sicuri i siti in http, ovvero senza protocollo SSL.

Diversi miei clienti che ancora non avevano il sito in SSL che seguono gruppi su Facebook, o forum sull’argomento mi chiamarono preoccupatissimi di poter perdere le loro posizioni ai primi posti di Google.

In realtà già dal 2014 il protocollo SSL è un fattore di posizionamento, e la sua importanza sembra crescere nel tempo, ma i fattori davvero importanti sono altri.

Tanti siti autorevoli in tutto il mondo tra cui giornali o siti di news, ancora oggi non sono stati aggiornati (e dubito che sia perché abbiano paura di perdere traffico durante la migrazione)

Google Mobile Update – April 22, 2015

Sempre più utenti usano dispositivi mobili come smartphone per la navigazione su internet. Questo update ha migliorato l’esperienza dell’utente su tali dispositivi, dando alle pagine web responsive (che si adattano graficamente alle dimensioni del dispositivo) maggiori possibilità di posizionamento.

Rank Brain Algo Change (Ottobre 2015),

Nel 2015 Google dichiarò di aver lanciato questo algoritmo mesi prima.

Nonostante sia stato annunciato nell’ottobre del 2015 una modifica all’algoritmo Rank Brain, non si sono registrate grosse differenze nei fattori di posizionamento.

Intrusive Interstitial Penalty (Gennaio 2017)

Questo update all’algoritmo di Google attacca i siti che rovinano l’esperienza utente con finestre pop up troppo intrusive.

Google Fred  (Marzo 2017)

Google Fred è stato annunciato nel Marzo 2017 e il suo target principale sono i contenuti di scarso valore.

 

In realtà gli update dell’algoritmo di Google, sono molti di più, ma questa lista è sufficiente a comprendere quanto sia sempre più difficile indossare un “cappello nero” (Black Hat) ovvero provare a ingannare il motore di ricerca per posizionarsi ai primi posti dello stesso.

L’obiettivo di Google è quello di rimanere il miglior motore di ricerca al mondo, ed avere quanti più utenti possibili. Riuscirà nell’intento?A giudicare dalla flessibilità dell’azienda e la velocità nell’approntare cambiamenti, penso che questo colosso riuscirà a mantenere il suo status per diverso tempo ancora.

Damiano Capria
SEO & Web Marketer
CowSeo.com

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