Rischio melanoma: il 39% degli adolescenti non usa la protezione solare. Il sondaggio

Realizzato dalla Fondazione Aiom nell'ambito del progetto #soleconamore, per sensibilizzare le persone sulla prevenzione del melanoma. I dettagli

Nonostante il meteo ci allontani sempre di più dall’idea di estate, non dobbiamo smettere di proteggerci dai raggi ultravioletti, tra i principali fattori di rischio melanoma. Proprio così, si tratta del tumore della pelle più aggressivo e in continua crescita soprattutto fra i giovani (il 20% dei nuovi casi è riscontrato in pazienti fra i 15 e i 39 anni).

E sono proprio gli adolescenti i primi a ignorare il pericolo che corrono. Basti pensare che il 39% di loro non utilizza mai la crema solare in spiaggia. Perché? Il 51% ha risposto che è “da sfigati” perché gli consentirebbe di abbronzarsi.

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Sono i dati allarmanti emersi da un sondaggio su 3.500 giovani condotto nell’ambito del progetto #soleconamore, per sensibilizzare le persone sull’abbronzatura consapevole e sulla prevenzione del melanoma. La campagna è stata ideata dalla Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e presentata al Ministero della Salute.

Da giugno è previsto un tour nelle spiagge italiane per distribuire opuscoli informativi soprattutto ai giovani. Dai lidi ai social, dove alcune influencer sostenitrici della campagna inviteranno gli adolescenti a creare video per rendere virale il tema. Lo scopo è raggiungere più di 100mila ragazzi.

Rischio melanoma: il sole non è un nemico, ma dobbiamo proteggerci

Quanto ne sanno realmente i giovani sul rischio melanoma? Poco, a quanto pare. Dal sondaggio, infatti, viene fuori che solo il 18% sa cosa sia il fototipo; mentre per il 53% è un tipo di immagine, per il 16% una tecnica di selfie e per il 13% una tonalità di colore dei fiori. Il dato più preoccupante è che il 48% non sappia cosa sia il melanoma (per il 24% è un problema alimentare) e creda invece che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio (il 63%).

“In un quindicennio in Italia, il numero delle nuove diagnosi è raddoppiato, passando da poco più di 7.000 nel 2003 a 13.700 nel 2018 e la mancata conoscenza dei fattori di rischio gioca un ruolo decisivo. Le diagnosi negli adulti di oggi sono la conseguenza dell’esposizione scorretta al sole da giovani in passato. Ecco perché la nostra campagna è rivolta agli adolescenti e sarà declinata in particolare sui social network, con il coinvolgimento di influencer di primo piano” – ha spiegato Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom.

Il sole “non è un nemico, ma vanno seguite alcune regole, a partire dall’uso di creme solari con un fattore di protezione alto ed il sole va sempre evitato nelle ore centrali. Le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma fra i teenager è ancora molto scarsa la consapevolezza del pericolo” – ha dichiarato Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto.

Rischio melanoma: è bene non sottovalutare i danni provocati dalle lampade

È molto diffusa l’opinione, soprattutto tra i più giovani, che farsi le lampade aiuti la pelle a prepararsi per l’abbronzatura estiva. “Niente di più sbagliato. I danni di queste apparecchiature sono sottovalutati. È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, le lampade solari sono ‘cancerogene’ per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il Ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza” – ha spiegato Stefania Gori, presidente nazionale Aiom.

Rara PIol

Giornalista, blogger e scrittrice

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