Rischio privacy, gli assistenti personali sono a prova di hacker?

E' meglio chiudere il microfono dei nostri assistenti personali quando non vogliamo parlare con loro? Cerchiamo di capirlo

Gli assistenti personali come Google Home ed Alexa stanno prendendo piede anche in Italia, dove hanno trovato ospitalità in molte case: complici anche gli sconti del black friday sono stati infatti regali di Natale molto gettonati.

Come però i critici avevano fatto presente fin dall’inizio, gli assistenti personali potrebbero costituire un rischio per la privacy, “ascoltando” le nostre conversazioni anche quando non stiamo parlando con loro. Inoltre, il sistema potrebbe essere vulnerabile ad attacchi non solo da parte di hacker malintenzionati, i cosiddetti black hat, ma anche dei white hat, semplici appassionati che si divertono a trovare “falle”.

E’ accaduto proprio questo con Alexa: dopo la segnalazione di alcuni utenti, che avevano notato si attivasse facilmente anche solo sentendo il proprio nome alla tv, la società specializzata in sicurezza informatica Checkmarx ha messo al lavoro i suoi ingegneri per testare la sicurezza dell’home assistant di Amazon ed ha riscontrato la possibilità di utilizzare malware per modificare le impostazioni del dispositivo e registrare le conversazioni.

La cosa è stata fatta presente ad Amazon, che ha immediatamente preparato una patch in grado di risolvere il problema: il dubbio però che possa accadere ancora esiste.

Il consiglio da scartare sotto l’albero con il nuovo assistente personale quindi è sempre lo stesso: spegnete il dispositivo quando non intendete usarlo, tutti i modelli hanno un pulsante specifico che disattiva il microfono!

Musement

Francesca Di Belardino

Giornalista, amante delle serie tv, gattara: amo l'innovazione, la tv, i libri di carta e cerco di scriverne meglio che posso. Ancora in attesa della mia lettera da Hogwarts.

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