Case pubbliche ai padri separati, primo ok in Regione Lazio

Passa nel collegato al bilancio della Regione Lazio un emendamento che prevede la concessione di case pubbliche ai padri separati in condizione di difficoltà. In previsione anche contributi di sostegno alla locazione.

Case pubbliche ai padri separati. Un emendamento  proposto dal consigliere ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, è stato accolto all’unanimità dalla Commissione Bilancio della Regione Lazio. Consentirà ai papà che hanno perso la possibilità di abitare la propria casa a seguito della separazione , di partecipare alle graduatorie pubbliche di assegnazione degli alloggi popolari.

La Regione era già intervenuta sul tema a febbraio, inaugurando negli spazi dell’ipab Sant’Alessio alcuni alloggi temporanei per padri in difficoltà abitativa. Ora, con la proposta di Pirozzi, sarà possibile direttamente accedere all’assegnazione di case popolari in quanto titolari di un diritto.

“L’unica regione Italiana che prevede la concessione di case pubbliche ai padri separati, al momento, è la Lombardia – spiega in una nota Pirozzi – il nodo è che i bandi della Regione Lazio  escludono chi è proprietario di un’abitazione, quindi anche i papà che, pur titolari di un immobile, non hanno una casa in quanto assegnata alla moglie e ai bambini”.

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Il problema dell’indigenza dei genitori in difficoltà ha assunto proporzioni allarmanti. Secondo i dati dell’Ami (l’associazione degli avvocati matrimonialisti), su 4 milioni di papà separati in Italia, 800mila sono sulla soglia di povertà: di questi 50mila vivono a Milano, 90mila a Roma.

Sono dati in linea con il Rapporto Caritas 2014, che descrivono papà in giacca e cravatta, che lavorano, ma che mangiano alla mensa dei poveri, sono costretti a dormire in macchina o a lavarsi in ufficio.

L’Eurispes riporta che nel 60% dei casi di divorzio, l’abitazione familiare resta alla moglie (69% nel caso di presenza di figli minori), che il 94% delle controversie finisce in tribunale, dove nella maggior parte dei casi il giudice determina assegni di mantenimento che vanno mediamente dai 400 ai 700 euro in base al numero dei figli. Insomma, la legge assegna spesso oneri insostenibili che hanno ripercussioni economiche e psicologiche spesso drammatiche.

Pirozzi è soddisfatto del risultato raggiunto e annuncia per settembre una nuova proposta che è sicuro avrà l’ok di tutto il Consiglio: “accanto alla misura sulle case pubbliche ai padri separati, prevediamo un contributo per il canone di affitto, per la durata di due anni, dell’importo di circa 200 euro mensili, per coloro che devono versare un assegno di mantenimento e si trovano in difficoltà abitativa. Potranno accedervi i residenti nel Lazio da almeno 3 anni. Unica eccezione –  spiega Pirozzi – le separazioni in cui ci sono stati episodi di violenza. Niente contributo anche per chi viene meno ai doveri di cura e mantenimento dei figli”.

 

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