Di.S.Co: la nuova legge per il diritto allo studio del Lazio Video

La Legge per il Diritto allo Studio, Di.S.Co, è passata in Consiglio regionale con 34 voti favorevoli, 12 astenuti e nessun contrario. La nuova norma andrà a sostituire l'ente Laziodisu con lo scopo di costruire un nuovo soggetto. Ecco cosa cambia con la nuova norma

La Legge per il Diritto allo Studio, Di.S.Co, è passata in Consiglio regionale con 34 voti favorevoli, 12 astenuti e nessun contrario. Un risultato importante che forse era prevedibile, visto che già nella scorsa legislatura questa proposta di legge aveva ricevuto un contributo significativo da parte degli uffici legislativi, dei commissari di maggioranza e opposizione, delle università e delle forze sindacali.

La nuova norma andrà a sostituire l’ente Laziodisu con lo scopo di costruire un nuovo soggetto a sostegno di un sistema integrato tra università, formazione e accesso al mondo del lavoro.

Di.S.Co si pone l’obiettivo di rispettare la normativa nazionale e di ricostruire il concetto stesso di welfare studentesco. L’intento è quello di ottimizzare la spesa pubblica senza però limitare i servizi e gli spazi di partecipazione, potenziando l’innovazione e le prestazioni.

“In un momento di continui conflitti politici l’approvazione della legge sul diritto allo studio e alla conoscenza è un risultato eccezionale per il Lazio. L’articolato infatti non ha ricevuto alcun voto contrario e per questo rappresenta la vittoria di tutti: dei consiglieri del centrosinistra, del M5S, del Gruppo Misto e del consigliere Sergio Pirozzi che hanno votato a favore e dei consiglieri del centrodestra che si sono astenuti. Quanto avvenuto oggi è l’esempio concreto di come si possa governare senza ostilità e che quando progetti e idee sono di assoluto valore riescono ad avere il riconoscimento e l’approvazione da parte di tutte le parti politiche” – ha dichiarato Nicola Zingaretti.

Di.S.Co: ecco che cosa cambia

“Di.S.Co.” punta a razionalizzare la spesa con un risparmio di circa 500mila euro: per questo prevede un organico così composto da un cda di 5 membri, presidente compreso e un direttore generale. Saranno 3 le ramificazioni territoriali: Roma città Metropolitana, Lazio settentrionale e Lazio meridionale, ciascuna con a capo un dirigente interno.

Sul piano delle borse di studio non esisterà più la figura dello studente idoneo non beneficiario, e raddoppierà il numero dei fruitori. Saranno istituite inoltre delle misure finalizzate a garantire le  “fasce cuscinetto” (parliamo di redditi tra i 20mila ed i 28mila euro): questa categoria comprende tutti quegli studenti che anche se non rientrano tra i beneficiari di borsa di studio, hanno condizioni reddituali medio-basse. Non solo. Gli studenti-lavoratori potranno usufruire di un fondo di sostegno post-laurea.

Tra i servizi non a bando sono previsti:

-supporto per l’inserimento lavorativo;

-informazione e orientamento sui percorsi di formazione promossi in collaborazione con altre istituzioni ed enti pubblici;

-sostegno diretto ad attività di socialità e mutuo sostegno promosse ed autogestite da studenti; servizi editoriali e librari consistenti nella diffusione senza fine di lucro di materiale di testo destinato ad uso universitario, nel rispetto della normativa in materia di diritto d’autore.

Non finisce qui. Sarà tutelata anche la garanzia dei servizi sanitari per gli studenti fuorisede, di medicina preventiva, assistenza psicologica e consultori promossi in accordo con le ASL e i policlinici universitari. Gli studenti diversamente abili potranno usufruire di servizi e sostegno specialistico anche nell’ambito professionale.

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