EVOLVE

Paradise Papers, l’evoluzione della finanza viene a galla

In una puntata speciale di Report del prossimo 12 novembre saranno fatte importanti rivelazioni sui Paradise Papers. Ma di cosa si tratta? Ecco le nostre anticipazioni, in attesa della trasmissione di Rai Tre.

Con l’espressione Paradise Papers ci riferiamo agli affari nei paradisi fiscali condotti da uomini politici di tutto il mondo, ma anche da imprenditori, celebrità del mondo del cinema e dello sport, case regnanti e istituti religiosi. I nomi e gli affari, rimasti segreti fino alla scoperta dei carteggi, sono contenuti in circa 13 milioni di documenti finanziari acquisiti dalla testata tedesca Süddeutsche Zeitung e dal Consorzio internazionale di giornalismo investigativo (ICIJ).

Tali documenti dimostrano come si riescano ad evitare i sistemi tributari di molti paesi facendo ricorso ai paradisi fiscali che ricadono nei territori d’oltremare britannici. Operazioni di alta finanza che si avvalgono di veri e propri paradisi fiscali come le Bermuda e le Isole Cayman, evitando così la forte incidenza delle tasse sui patrimoni più elevati dei principali paesi occidentali, ricorrendo a sofisticate strutture finanziarie e a conti offshore. La desecretazione di tali carte – sulla scia dello scandalo Panama Papers – rappresenta un modo per far luce sul mondo della finanza sommersa.

Se tra i personaggi più in vista ci sono Bono Vox e Lewis Hamilton, sono coinvolte anche diverse personalità politiche, rendendo l’inchiesta una questione di pubblico interesse. Tra i nomi che spuntano, infatti, c’è quello del Principe Carlo d’Inghilterra e del patrimonio della Corona britannica, nonché di figure legate al Presidente americano Donald Trump.

Proprio dai Paradise Papers emergerebbero i rapporti tra il governo russo e il ministro statunitense per il Commercio, Wilbur Ross. Ross è uno stretto collaboratore di Trump, accusato di aver ricevuto circa 68 milioni di dollari dalla Sibur, compagnia russa tra i cui soci figura Kirill Shamalov, il genero di Vladimir Putin.