Rinoceronte bianco a rischio: l’Italia prova a salvarlo con la fecondazione artificiale

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Sono stati ottenuti altri due embrioni nell'ambito del progetto di salvaguardia avviato in Kenya. I dettagli del programma coordinato dal centro Leibniz
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Salvare il rinoceronte bianco dall’estinzione sembra un obiettivo meno lontano grazie alla fecondazione assistita. Sono stati ottenuti, infatti, altri due embrioni nell’ambito del progetto di salvaguardia avviato in Kenya. Lo ha comunicato lo stesso gruppo di ricerca coordinato dal centro Leibniz per la fauna selvatica.

Nel programma gioca un ruolo fondamentale anche l’Italia con il team di Cesare Galli, del laboratorio Avantea di Cremona, e Barbara de Mori, dell’Università di Padova.

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La tecnica con cui sono stati ottenuti gli embrioni ha avuto grande successo e questo ha spinto i ricercatori ad andare avanti. “E’ un risultato che aumenta in modo significativo le probabilità di successo nell’ottenere nuovi esemplari. La tecnica ha dimostrato di essere sicura e riproducibile e può essere adottata regolarmente prima che gli animali diventino troppo anziani” – hanno rilevato i ricercatori.

Rinoceronte bianco: prossimo passo sarà trovare una madre surrogata

A settembre il gruppo di ricerca ha ottenuto i primi due embrioni attraverso il metodo della fecondazione artificiale. I ricercatori hanno utilizzato gli ovociti delle femmine di rinoceronte bianco, Fatu e Najin, e il seme congelato degli ultimi due maschi della specie, Suni e Sat. Poi hanno ripetuto la procedura lo scorso 17 dicembre e, per Natale, sono riusciti ad avere gli altri due embrioni.

Anche questa volta la fecondazione assistita è stata effettuata in Italia, all’interno del laboratorio Avantea di Cesare Galli. “Con il secondo prelievo di ovociti che sono arrivati in Avantea dal Kenya, siamo riusciti a produrre un embrione che si aggiunge ai due prodotti in Agosto. Questo conferma la riproducibilità del lavoro fatto nei laboratori di Avantea e che la procedura può essere ripetuta a intervalli regolari senza causare disturbo a Najin e Fatu. La prossima sfida sarà di ottenere gravidanze e continuare a produrre embrioni prima che invecchino eccessivamente” – ha concluso Galli.

Il progetto prevede adesso la ricerca di una madre surrogata per gli embrioni tra i rinoceronti bianchi della riserva Ol Pejeta, in Kenya. Un passo mai tentato prima per salvare una specie in via d’estinzione.

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