Trivelle in mare, la lotta tra gli ambientalisti e il governo italiano

Imperversa da giorni ormai un dibattito apertissimo sulle trivelle e il 2019 italiano inizia con una lotta tra ambientalisti e […]

Imperversa da giorni ormai un dibattito apertissimo sulle trivelle e il 2019 italiano inizia con una lotta tra ambientalisti e governo.

Il 31 dicembre 2018 sul Buig (il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse) è stata infatti pubblicata l’autorizzazione per tre nuovi permessi di ricerca di giacimenti di idrocarburi a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado. I permessi fanno riferimento a una zona del Mar Ionio che si trova, in pratica, di fronte alle coste di Puglia, Basilicata e Calabria.

L’autorizzazione ha fatto saltare sulle sedie diversi attivisti, delusi – in primis – dall’atteggiamento del Movimento 5 Stelle. Facciamo qualche passo indietro: in fase di propaganda elettorale, la questione ambientale era molto viva tra le file del M5S, tanto che nel 2016 il partito supportò il referendum sulle trivelle (che non raggiunse il quorum).

Da qui l’accusa forte nei confronti soprattutto del Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio di aver di fatto voltato le spalle agli elettori, secondo alcuni un atteggiamento persino reiterato.

Tra i più accaniti c’è sicuramente Michele Emiliano, presidente della Puglia. Emiliano sostiene che – con le autorizzazioni alla Global MED – il Movimento arriva a tre promesse fatte e non mantenute nei confronti della sua regione, dopo il gasdotto TAP e l’acciaieria ILVA. Ma la lista dei detrattori è lunga, e conta i rappresentanti del comitato No Triv e del suo co-fondatore, Enzo Di Salvatore.

La prima risposta arriva dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che precisa di non aver “mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari né mai lo farò. I permessi rilasciati sono il compimento obbligato di un sì dato dal precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra amica dell’ambiente. Non sono diventato ministro per riportare l’Italia al Medioevo. Siamo e resteremo contro le trivelle”.

Di Maio rinforza.

“Queste ricerche di idrocarburi (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal governo precedente. – precisa il Ministro – Ho letto che governatore della Puglia intende impugnare le autorizzazioni. Sono contento, spero che un giudice blocchi quello che da qui non potevamo bloccare senza commettere un reato. Sarà un ricorso di un governatore del Pd contro una autorizzazione rilasciata dal Pd”.

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