RepAir, la maglietta ecologica che si nutre di smog

All'apparenza è una maglietta come tutte le altre, una t-shirt come quelle che si acquistano in un qualsiasi negozio di abbigliamento. Ma non è così! Scopri come funziona RepAir, il capo d'abbigliamento che rispetta l'ambiente.

RepAir è all’apparenza una maglietta come tutte le altre, una t-shirt come quelle che si acquistano in un qualsiasi negozio di abbigliamento.

Eppure non è così. Si tratta di un oggetto innovativo che nasce a Torino, creato da una piccola azienda di moda di nome Kloters. Una maglia che si nutre di smog e che, non a caso, nasce proprio nel capoluogo piemontese, che si distingue per i negativi livelli di inquinamento atmosferico, tanto da essere la città più inquinata d’Europa secondo Legambiente.

Kloters è nata 3 anni fa dall’idea di Marco Lo Greco, Silvio Perucca e Federico Suria. Nel 2016 ha aperto il suo primo negozio a Torino. Da subito si è posta l’obiettivo di creare capi d’abbigliamento molto resistenti, proprio per attenuare l’impatto ambientale dei suoi abiti.

RepAir: come funziona la t-shirt mangia smog

La caratteristica principale di questa maglia che si nutre di smog è che al suo interno ha un inserto, “The Breath“, un materiale che può ‘pulire’ l’aria. Come? Catturando e disgregando alcune molecole come gli ossidi di azoto, tipiche dell’inquinamento. Lo rivelano i test effettuati dall’Università politecnica delle Marche.

Questo tipo di materiale particolare è composto da 2 strati esterni che combattono cattivi odori, batteri e muffe, e da uno strato intermedio trattato a livello nanomolecolare, che può assorbire e scomporre le microparticelle inquinanti.

Sarà possibile acquistare la maglietta negli esercizi commerciali a giugno, mentre da maggio sarà disponibile online sul sito della raccolta fondi Kickstarter.

“Volevamo creare un prodotto non solo bello – hanno spiegato i tre fondatori di Kloters – ma in grado di agire sull’ambiente in modo attivo”.

RepAir sarà venduta nei colori bianco e nero, e può essere indossata sia da uomini sia da donne.

“La prova più complessa è stata riuscire a realizzare un prodotto valido esteticamente, in grado di competere nel complesso mondo della moda, e che riuscisse a integrare una tecnologia innovativa senza incidere su eleganza, vestibilità e comfort del capo”, hanno concluso i fondatori di Kloters.

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