L’Umbria Film Festival 2026 celebra a Montone la 30ª edizione con oltre 1.500 spettatori, omaggi a Dario Fo e Gillo Pontecorvo, l’Excellence Award a Gurinder Chadha e i corti vincitori Astronauta e Backstreet Birds.
Umbria Film Festival 2026, bilancio della 30ª edizione a Montone
La 30ª edizione dell’Umbria Film Festival si è conclusa domenica 19 luglio a Montone con oltre 1.500 spettatori tra proiezioni, incontri e concorsi. Cinque giorni di cinema hanno animato Piazza Fortebraccio, il Cinema Ed Lewis, il Teatro San Fedele e la Chiesa di San Francesco, confermando la vocazione della manifestazione: unire cinema, territorio e comunità attraverso incontri, omaggi e nuovi linguaggi.
Omaggi e ospiti: da Dario Fo a Gillo Pontecorvo
L’edizione del trentennale ha reso omaggio a San Francesco, nell’anno dell’VIII Centenario del Transito, a Dario Fo, nel centenario della nascita, e a Gillo Pontecorvo, a sessant’anni dall’uscita de La battaglia di Algeri e a vent’anni dalla scomparsa. Tra gli ospiti sono arrivati Elio Germano, Arnaud Louvet, Francesco Virga, Abdallah Al-Khatib, Mattea Fo, Stefano Bertea, Marco Pontecorvo e Gurinder Chadha. Elio Germano ha ricevuto le Chiavi della Città, mentre Gurinder Chadha è stata insignita dell’Excellence Award dell’Umbria Film Festival.
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La guida del festival e la voce della direzione artistica
La manifestazione è presieduta dall’avv. Michela Paganelli, presidente dell’Associazione Umbria Film Festival APS, con la direzione artistica di Maria Teresa Cavina. Paganelli ha sottolineato come il festival sia cresciuto insieme a Montone e alla sua comunità, ribadendo il legame tra cinema, territorio e pubblico. Cavina ha ricordato come ogni film porti con sé uno sguardo sul mondo e una domanda etica, evidenziando la volontà di proporre opere capaci di parlare al presente e alla comunità.
Gurinder Chadha, Mattea Fo e Marco Pontecorvo: tre sguardi sul cinema
Ospite d’onore, la regista britannica di origine indiana Gurinder Chadha, autrice di Sognando Beckham, ha ricevuto l’Excellence Award per una carriera dedicata ai temi dell’identità, dell’integrazione e del dialogo tra culture. Chadha ha ricordato come il suo cinema nasca dal desiderio di cambiare lo sguardo sulle persone come lei e di raccontare il proprio mondo dal proprio punto di vista.
Nel centenario della nascita di Dario Fo, il festival ha dedicato una giornata al Premio Nobel, a Mistero buffo, alla satira e alla libertà di parola. Mattea Fo ha sottolineato la natura viva e sempre rinnovata dell’opera di Fo e Franca Rame, ribadendo che la satira perde la sua funzione se rinuncia a rischiare e si autocensura.
La serata dedicata a Gillo Pontecorvo ha riportato al centro La battaglia di Algeri. Marco Pontecorvo ha ricordato l’attualità del film, capace di raccontare ancora oggi le dinamiche del colonialismo diretto e indiretto, e l’importanza di mantenere uno sguardo capace di comprendere la complessità della realtà.
Abdallah Al-Khatib e i corti premiati ShortsUp e AmarCorti
Tra le voci internazionali, il festival ha ospitato il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib con Chronicles from the Siege, presentato nella sezione Perspectives del Festival di Berlino 2026 e vincitore del GWFF Best First Feature Award. Il film racconta la vita quotidiana di una città sotto assedio attraverso cinque storie segnate dalla scarsità di cibo, dalla paura e dalla perdita della normalità.
Nel concorso ShortsUp, dedicato ai cortometraggi per ragazzi, ha vinto Backstreet Birds di Gertrūda Nemčauskaitė, mentre le menzioni speciali sono andate a Prout di Marc-Henri Wainberg, Triassic Cuddle di Iulia Teodora Turicianu e Wolfie di Philippe Kastner. Il concorso AmarCorti, riservato ai corti italiani, ha visto trionfare Astronauta di Giorgio Giampà, con menzioni speciali per Arca di Lorenzo Quagliozzi e Kushta Mayn – La mia Costantinopoli di Nicolò Folin.
I numeri del trentennale e le prospettive future
La 30ª edizione dell’Umbria Film Festival ha registrato oltre 1.500 spettatori, più di 160 articoli pubblicati su testate nazionali e locali, oltre 165 mila visualizzazioni sui canali social del festival e circa 300 nuovi follower sulle piattaforme digitali. Dati che confermano la vocazione internazionale della manifestazione e il suo radicamento a Montone.
Michela Paganelli ha parlato di un’edizione capace di lasciare il segno come esperienza corale e viva, mentre Maria Teresa Cavina ha definito il festival un laboratorio di idee, progetti e relazioni, dove la magia di Montone avvicina ospiti, autori e spettatori. Lo sguardo è già rivolto al 2027, con l’obiettivo di continuare a costruire uno spazio libero e coraggioso, aperto a lingue, emozioni e visioni differenti.
Foto: Ufficio Stampa


