Una famiglia, Micaela Ramazzotti racconta il mercato nero dei bambini

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Arriva nelle sale dal 28 settembre 'Una famiglia' film di Sebastiano Riso che racconta il mercato nero dei bambini in Italia. Intervista alla protagonista Micaela Ramazzotti
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Una famiglia, Micaela Ramazzotti racconta il mercato nero dei bambini in Italia

Sebastiano Riso torna a dirigere in “Una famiglia” Micaela Ramazzotti, film che arriverà nelle sale dal 28 settembre.

Un film forte a tratti violento che, ispirato a storie vere, racconta il mercato nero dei bambini in Italia accendendo una luce sul tema delle adozioni dall’iter spesso complicato e limitato solo ad un certo nucleo familiare. Presentato alla 74^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film ha diviso la critica tra sostenitori e detrattori. Certo è che non si può rimanere indifferenti a questo racconto, i cui protagonisti sul grande schermo sono Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel.

All’ultimo piano di un bellissimo Hotel a Roma, abbiamo incontrato l’attrice Micaela Ramazzotti. ‘Una famiglia’ è un film forte, che affronta temi importanti e dove Micaela si è messa completamente a disposizione del personaggio e del regista, tanto che il suo corpo è una sorta di capo di battaglia. Cosa le ha fatto dire di sì?

“Avevo voglia di accendere un faro su questo tipo di storia – racconta l’attrice – volevo accendere una luce sulle donne, su quelle donne che vivono uno stato di prigionia, di violenza ed è sempre più frequente, Il cinema non può cambiare o salvare le persone, ma può lasciare delle briciole dei piccoli messaggi che poi arrivano.”

Il film pone l’attenzione su un tema che spesso siamo portati a pensare coinvolga solo altri paesi; ma il mercato nero dei bambini è presente anche in Italia e il film ‘Una famiglia’, prende spunto da storie vere, realmente accadute. Ma oltre a questo, pone l’accento anche su un’altra questione altrettanto delicata : quella delle adozioni.

“In Italia ci sono tante restrizioni, possono adottare solo le coppie eterosessuali – spiega Micaela Ramazzotti – non possono adottare omosessuli, coppie omosessuali, donne single etero o omosessualli. Mentre in Francia as esempio poche settimane fa è uscita una legge in cui le donne omosessuali e single possono adottare. Qunado una coppia intraprende un percorso di adozione, e magari lo fa dopo che ci sono stati altri step anche molto importanti per una donna, magari arrivano all’adozione che ègià troppo tardi con il limite di età, perchè c’è un limite di età. Quindi ci sono delle restrizioni purtroppo e ci sono tanti bambini che hanno bisogno di essere adottati e ce ne sono sempre di più e di varie età”.

Parlando con lei, abbiamo la percezione di quanto Micaela tenga a questo film. Prima di salutarla, le chiediamo cosa spera che gli spettatori portino con se dopo averlo visto.

“Spero che il pubblico si lasci immergere nel racconto e nel mondo del regista senza giudicare. Perchè non siamo sulla Terra per giudicare, ma piuttosto per guardare, ascoltare e perchè no confrontarsi, dibattere e parlare delle diverse opinioni.”

Vi lasciamo alla nostra intervista per “Una famiglia” a Micaela Ramazzotti, ricordandovi che l’appuntamento è al cinema dal 28 settembre.

“Una Famiglia”, Micaela Ramazzotti è Maria. Trama

Vincent è un cinquantenne nato a Parigi ma che ha tagliato ogni legame con le sue origini. Maria, ha 35 anni è di Ostia, ma anche lei non vede più la sua famiglia. Visti da fuori, Maria e Vincent sono una coppia perfetta. Vivono in un appartamento in periferia arredato con cura da lei. Se prendono il metrò siedono vicini e stanno abbracciati; quando vanno al ristorante si guardano intensamente negli occhi; fanno l’amore con la stessa passione delle prime volte. Ma dietro questa facciata di normalità, portano avanti un progetto deciso da lui con lucida determinazione e da lei accettato in virtù di un amore senza condizioni. Il loro progetto è aiutare le coppie che non possono avere figli. Arrivata a quella che il suo istinto le dice essere l’ultima gravidanza, Maria decide che è giunto il momento di formare una sua vera famiglia. La scelta si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione di Maria a Vincent, l’uomo della sua vita.

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