La felicità è un sistema complesso: la nostra recensione

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Per il suo secondo film, La felicità è un sistema complesso, Gianni Zanasi si affida di nuovo a Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston, già protagonisti […]
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La felicità è un sistema complesso: la nostra recensione

Per il suo secondo film, La felicità è un sistema complesso, Gianni Zanasi si affida di nuovo a Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston, già protagonisti della sua opera prima, il multipremiato Non pensarci, da cui è stata tratta anche una serie tv.

Ne La felicità è un sistema complesso, presentato al Torino Film Festival, il protagonista assoluto è un convincente Valerio Mastandrea, che si appropria del ruolo e del ritmo del racconto, e che offre la sua sensibilità e la sua scanzonata simpatia ad un personaggio curioso e complesso. Interpreta l’avvocato Enrico Giusti che per un importante fondo di investimento deve allontanare dirigenti irresponsabili e incompetenti che possano creare problemi alle aziende che gestiscono e che nella maggioranza dei casi hanno ricevuto in eredità. Lui li avvicina, conquista la loro fiducia fino a fargli sentire il desiderio di liberarsi dell’azienda evitandone così il probabile fallimento. Ovviamente se non ci sarà il un fallimento, il fondo di investimento taglierà però molti posti di lavoro per rendere competitive le aziende. Ma quando Enrico deve convincere due adolescenti rimasti improvvisamente orfani a rinunciare alla loro posizione nella importante azienda di famiglia, si trova di fronte due ragazzi con sogni e responsabilità inaspettate, e allora entra in crisi e mette a rischio il suo lavoro. A confonderlo ulteriormente l’arrivo della ex ragazza di suo fratello, una sorta di hippie degli anni 2000 che gli farà riconsiderare il suo rapporto con sé stesso e con gli altri.

Gianni Zanasi si conferma con questo suo secondo lungometraggio un regista di grande talento, ma la scrittura anche se sostenuta brillantemente dagli attori e dalla macchina da presa, verso il finale si perde un po’ e diventa più confusa. Il film sa raccontare da un diverso punto di vista la crisi economica e la crisi nei rapporti interpersonali, in famiglia o nel lavoro, e mette in risalto personaggi ben costruiti che rivelano la fragilità e la confusione di questi anni difficili. Teco Celio e Giuseppe Battiston sono un padre e figlio lontani quanto possono esserlo un amministratore delegato e il suo segretario, e rientrano nel gioco delle coppie all’interno del film, dall’affidabile avvocato Mastandrea e la sconclusionata ex ragazza del fratello interpretata da Hadas Yaron, fino ai due fratelli Filippo (un intenso Filippo De Carli) e Camilla (Camilla Martini), legati da un affetto che li fa sentire invincibili contro la cattiveria del mondo.

Da sottolineare la splendida colonna sonora di Niccolò Contessa e la fotografia di Vladan Radovic, che contribuiscono a fare de La felicità è un sistema complesso un film sicuramente godibile e interessante anche da un punto di vista estetico.

Il film uscirà nelle sale il 26 novembre.

Cast: Valerio Mastandrea, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Filippo De Carli, Camilla Martini, Maurizio Donadoni, Teco Celio, Daniele De Angelis, Maurizio Lastrico, Paolo Briguglia, Domenico Diele

regia di Gianni Zanasi

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