Gerard Butler eroe in Geostorm: ‘bisogna essere consapevoli delle sfide’

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A Roma per presentare il suo nuovo film 'Geostorm', Gerard Butler ha raccontato il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico e chi è il suo eroe.
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Gerard Butler eroe in Geostorm: ‘bisogna essere consapevoli delle sfide’

[vip id=”15351″]Gerard Butler[/vip] eroe in Geostorm: ‘bisogna essere consapevoli delle sfide’

Arriverà nelle sale cinematografiche il prossimo 1 novembre, Geostorm disaster movie diretto da Dean Devlin (scrittore e produttore di Indipendence Day) e interpretato da [vip id=”15351″]Gerard Butler[/vip], Jim Sturgess, Abbie Cornish, Ed Harris e Andy Garcia.

In Geostorm il mondo è minacciato da un imminente catastrofe. Due fratelli sono chiamati ad unire le loro forze per salvare la Terra dopo che il sistema sperimentale per il controllo delle condizioni meteorologiche inizia a comportarsi in modo anomalo.

Metti una domenica con Gerard Butler

Ripresosi dal brutto incidente motociclistico di cui è stato vittima qualche settimana fa, abbiamo incontrato [vip id=”15351″]Gerard Butler[/vip] all’Hotel de Russie di Roma proprio per parlare di questo suo nuovo film. In Geostorm Butler veste i panni di uno scienziato il cui compito è salvare la Terra da la madre di tutte le catastrofi climatiche.  Questo è il nostro primo incontro con l’attore scozzese e ci aspettavamo di trovare il classico attore di Hollywood super casual, gentile e disponibile (come accade la maggior parte delle volte quando sono in promozione film). E in parte la nostre aspettative sono state rispettate, ma siamo rimasti anche piacevolmente sorpresi.

[vip id=”15351″]Gerard Butler[/vip] si presenta con una t-shirt sotto una camicia ed un paio di jeans, la barba un po’ lunga, un sorriso e un entusiasmo coinvolgenti. Gentile e disponibile, di una spontaneità e semplicità disarmanti, semplicemente ammaliante. Durante la nostra round-table abbiamo ovviamente parlato del film, ma c’è stato spazio anche per parlare del suo impegno quotidiano per la difesa del pianeta, di quali siano i suoi eroi e di quella volta in cui fece il suo primo provino.

Ecco cosa ha raccontato [vip id=”15351″]Gerard Butler[/vip], il Jake Lawson di Geostorm, durante l’incontro stampa a Roma.

Gerard Butler e il suo coinvolgimento nel film: cosa gli è piaciuto?

 

‘Mi è piaciuto il livello epico di questa storia il modo in cui si poteva fare un film con tanti effetti speciali, che fosse importante dal punto di vista visivo ma che al tempo stesso mi permettesse di esplorare le relazioni familiari. Da una parte il mio personaggio, Jake Lawson, cerca di contenere il suo carattere un po’ ribelle e al tempo stesso cerca di essere un bravo padre e di avere un buon rapporto con suo fratello. Ma oltre a questo in Geostorm ci sono elementi di film catastrofici, complotti politici, azione, ma anche atmosfere thriller e un monito su quello che potrebbe accadere. E non accade spesso di trovare così tanti elementi in un unico film, che ho affrontato dal mio punto di vista come un’avventura e spero che sia anche il modo in cui il pubblico lo apprezzerà.’

La preparazione ad una scena seconda Gerard Butler 

‘Parlo con il regista, mi confronto con gli altri attori. Ad esempio per Keepers (film che Butler ha girato recentemente, diretto da Kristoffer Nyholm) ho avuto la necessità di esplorare la follia. Il film racconta la storia di tre guardiani di fari e il mio personaggio impazzisce. Ho dovuto quindi indagare l’emotività, trovare lo spazio giusto per studiare la follia. Per girare alcune scene cerco di evocare la memoria dei sensi ascoltando musica o leggendo qualcosa. Mi preparo sia mentalmente che fisicamente se necessario. Chiaramente quando si tratta di un film di azione e bisogna magari fare 200 ciak al giorno in cui devi correre cadere essere colpito…è fisicamente estenuante! A volte mi dico: sto invecchiando, non ce la posso fare!’

Qual è il tuo contributo per salvare il pianeta?

‘Cerco di ridurre l’impatto della mia presenza limitando le emissioni inquinanti, riciclando, riducendo il consumo di acqua di luce. E’ ovvio che quando ci troviamo di fronte, com’ è accaduto in questi mesi, a catastrofi naturali come quelle che hanno colpito la città di Houston o i Caraibi, ci rendiamo conto che questo è un impegno importante. Spero di poter dare l’esempio anche con il contributo che ho dato per queste tragedie, per convincere anche gli altri a fare altrettanto e quanto meno essere consapevoli delle sfide.’

Jake Lawson ricorda un po’ il Bruce Willis di Armageddon, ti sei ispirato a qualcuno per questo ruolo?

‘Beh in verità il mio primo provino l’ho fatto proprio per una parte in Armageddon, ovviamente non per il ruolo del protagonista. Ma non feci un buon lavoro, il mio finto accento texano era poco convincente e non credo di aver fatto una buona prestazione. Ad ogni modo, nel caso di un film come questo ha contato molto l’ambientazione: l’aver potuto lavorare con le strutture della NASA, incontrando astronauti, scienziati. Ci trovavamo a New Orleans a girare, proprio dove è stato costruito lo shuttle, dove sono stati costruiti i serbatoi per il combustibile dei mezzi spaziali e quindi ho avuto modo di entrare in contatto con scienziati esperti, vedere come si esprimevano, come si muovevano. Ecco l’ispirazione è nata più da questo che non da una figura in particolare. Anzi mi interessava esplorare nuove sfumature in un genere come questo, e non cercare di ripetere quanto era già stato fatto da altri.

Pensi sia possibile controllare il nostro ambiente così come viene ipotizzato nel film Geostorm?

‘Sappiamo che esistono delle tecnologie satellitari che cercano di fare proprio questo. Sappiamo che esistono dispositivi che sono stati messi a punto dai russi per cercare di modificare gli andamenti delle nubi. Questo è uno spunto per poi andare ad esplorare se effettivamente sia ipotizzabile un sistema del genere. E’ chiaro che è un’idea un po’ folle, perché se non siamo in grado di raggiungere un adeguato sistema di controllo non dovremmo neanche consentire che ci si arrivi ad una cosa del genere. La situazione del nostro pianeta è tale per cui dovremmo impegnarci di più. Ci sono delle nuove tecnologie che si stanno sviluppando penso alle nano tecnologie, alla biologia molecolare sintetica, all’intelligenza artificiale, ma dobbiamo valutarne adeguatamente i rischi. Guardiamo ad esempio a quello che è successo con i droni. Quando sono nati dieci anni fa non pensavamo all’uso che si sarebbe potuto fare e adesso ci troviamo davanti ad un problema grave. Quindi dobbiamo sempre ricordarci che questi sviluppi possono essere utilizzati per fini meno nobili rispetto a quelli che inizialmente li hanno creati.’

Faresti un film d’azione in cui  a salvarti fosse una donna?

‘Uno dei miei film preferiti è Wonder Woman, la protagonista è interpretata da un’attrice straordinaria (Gal Gadot). Non avrei quindi nessun problema nell’essere salvato in un ipotetico film d’azione da un’eroina che magari alla fine mi dice ‘bene possiamo partire per fare un bel viaggio’. Quindi perché no!’

Jake Lawson è un eroe che può fare tutto quello che vuole; nel mondo reale chi sono i tuoi eroi?

‘Jake in realtà lotta perché non può fare tutto quello che vuole; non ha la possibilità di realizzare tutto quello che desidera e per questo si trova in conflitto. Parlando di veri eroi… posso essere onesto con voi? Per me è mia madre, lei è un vero eroe. Perché ha tirato su tre figli da sola, ha lasciato il Canada portando me (che avevo solo 3 anni ) e i miei fratelli con in tasca solo 14 dollari. Ha implorato l’Air Canada perché le consentissero di salire a bordo. Non aveva nessun titolo di studio, ha fatto i corsi serali… Io sono diventare avvocato e poi attore e tutto questo lo devo a mia madre. Lei ci ha insegnato i valori che contano realmente, ci ha insegnato il valore dell’impegno e del duro lavoro.

Qualche anno fa hai detto che avresti voluto realizzare un album, che fine ha fatto quel progetto?

‘L’ho detto?! Beh si forse l’ho detto! ma ammetto che sono troppo impegnato e non riesco a dedicami alla musica. Sono su 6 film diversi di cui 4 li ho anche prodotti. Non ho tempo per avere una vita personale figuriamoci una vita musicale!’

Quindi non vedi la musica nel tuo futuro? Magari la soluzione potrebbe essere un musical?

‘Avevo una band quando ero avvocato. Mi piaceva esibirmi, cantare. Chissà che magari in un futuro non abbia la possibilità di fare un musical. In verità non mi sono mai considerato un cantante quanto piuttosto un attore, mi viene da sorridere però se ripenso a quando invece ero ancora allo studio legale e riflettevo se il mio futuro sarebbe stato quello nel campo civile o penale e adesso invece si parla della possibilità di essere più attore o cantane. Ma se ci pensiamo bene in ogni caso si tratta di figure che in qualche modo devono esibirsi. Chissà forse mi piacerebbe fare anche un musical’.

Nel film è il rapporto i due tra fratelli è molto importante. Ti sei basato su un tuo vissuto personale?

‘Già nel copione c’era questo rapporto affascinante e conflittuale tra i due fratelli. Con Jim, che è uno straordinario attore, abbiamo parlato molto anche di quello che poteva essere stata la loro storia prima dell’inizio del film. E’ curioso perché si ribalta il clichè del fratello maggiore con il fratello minore: è il maggiore a sentirsi in qualche modo messo sotto dal fratello minore. Quindi, era già un’ottima sceneggiatura quella che ci ha guidato in questo rapporto, e ci siamo divertiti, c’era questo senso di competizione di frustrazione… che sinceramente ritrovo anche nella mia realtà personale perché ho un fratello maggiore. Lui si trovava sempre nei guai; era il ribelle della situazione, andava sempre a mettersi nei guai con delle gang, era indipendente. Ed io gli dicevo: ‘guarda che sei tu il maggiore, dovresti essere tu a darmi li buon esempio e ad occuparti di me.’

Se dovessi incontrare te stesso all’inizio della tua carriera che consiglio ti daresti?

‘Più che consigliarmi su quali scelte lavorative fare, mi direi di prendersi cura più di se stessi anche dal punto di vista fisico. Perché mi sono trovato anche a dover prendere circa 12 chili di muscoli per fare un film, poi perderli per farne un altro e dobbiamo anche pensare a quello che vogliamo fare nel lungo termine. Quindi bisogna avere una visione della nostra vita anche al di fuori del cinema. Quindi mi direi di curarmi di più, di impegnarmi ovviamente al 100% quando faccio un film, ma di non dimenticare di avere dei momenti personali durante i quali godersi la vita.’

Per vedere [vip id=”15351″]Gerard Butler[/vip] sul grande schermo in Geostorm, non resta che aspettare il 1 novembre.

 

 

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