Fuck You, prof!, la nostra recensione

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Fuck You, prof! è la commedia tedesca del 2013, campione di incassi, di Bora Dagtekin. Il film, interpretato da Elyas M'Barek e Karoline Herfurth, racconta […]
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Fuck You, prof! è la commedia tedesca del 2013, campione di incassi, di Bora Dagtekin. Il film, interpretato da Elyas M'Barek e Karoline Herfurth, racconta la storia di un ex galeotto che – prima di essere arrestato – chiede ad una sua amica di nascondere il bottino rubato nel corso di una rapina. Uscito dal carcere dopo 13 mesi, viene accompagnato dalla stessa nel punto ‘X’, ma entrambi scoprono che il denaro si trova sotto la palestra di una scuola. Questo porta Zeki Muller a spacciarsi per un insegnante di giorno e a scavare un tunnel di notte. Irriverente, ricco di volgarità e a tratti divertente, Fuck You, prof! sembra più essere un intreccio tra diverse pellicole del passato, come Sister Act – per l’atteggiamento adottato da una classe di studenti ripetenti – e Da ladro a poliziotto per l’idea generale, anche se cambia il contesto. In quel caso, infatti, Martin Lawrence interpretava un ladro che – prima di entrare nella cosiddetta gatta buia – nasconde i soldi in quello che poi diventerà un commissariato di Polizia.

Nonostante in Germania abbia riscosso così tanto successo da aver già realizzato e proiettato il sequel in sala, il film in sè manca di originalità. Troppe banalità, troppe cose viste e riviste più volte e, soprattutto, nessun colpo di scena esilarante. L’unico momento in cui sono rimasta davvero sorpresa, oltre al comprendere che il fatto di dare un ritmo incalzante alla narrazione sia proprio una caratteristica dei registi tedeschi, è quando lui chiede ospitalità alla collega Lisi Schnabelstedt, che ha un carattere opposto al suo e alla quale ha fatto credere di aver passato una notte di sesso sfrenato con lui. Partiamo, però dall’inizio.

L’uomo viene preso a lavorare nella scuola come insegnante di tedesco dopo un colloquio con la preside che risulta essere del tutto surreale, ma d’altronde si tratta di una commedia e, quindi,  tutto ciò fa parte del gioco. A causa di un inconveniente, Zeki è costretto ad accettare un compromesso: un cambio di classe con la collega Lisi. A lui spetteranno gli allievi più duri da gestire, ma per un ex carcerato questo non dovrebbe essere un problema, o almeno così crede. Il primo giorno, come volevasi dimostrare, non sarà così facile da superare, come non lo è mai stato per nessun altro professore che abbia avuto a che fare con quei determinati ripetenti. Così decide di passare alle maniere forti ed è proprio qui che entra in campo l’associazione con un altro lungometraggio americano. Stiamo parlando di Bad Teacher, il progetto che vede Cameron Diaz nei panni di una bizzarra insegnante, dai modi poco ortodossi. L’unica differenza tra i due è che in Fuck You, prof! si sfiora addirittura l’inverosimile. Non si è mai visto un professore che rischia di far affogare in piscina un alunno per ottenere delle scuse, oppure che se ne frega di tutto quello che riguardi il mondo in cui lavora. Bisogna tener conto, però, che lo scopo della pellicola è proprio quello di rendere la narrazione il più divertente possibile, ma – se devo dirla tutta – io ho riso ben poco.

La dinamica dell’evoluzione di tutti i personaggi e, in particolare, del rapporto tra i due protagonisti porta a chiedersi come sia possibile che il film abbia riscontrato così tanto successo. Non c’è niente di innovativo, se non l'uso di un gergo talmente volgare e irriverente che farebbe sorridere chiunque. Forse, questo, perché siamo abituati a vedere commedie di altro genere e, in esse, atteggiamenti più consoni al contesto. L’uomo duro, nel tempo, inizia a prendere a cuore il futuro dei ragazzi e a capire che Lisi potrebbe rappresentare qualcosa di più nella sua vita e che – quindi – forse sia il caso di cambiare strada e mettere la testa a posto. I ragazzi, dal canto loro, si impegnano per superare l’anno e iniziano ad apprezzare il lavoro degli insegnanti, instaurando con loro un legame di reciproco rispetto. Il problema sorge quando la collega scopre il tunnel sotterraneo, dopo che Zeki si è riappropriato del suo bottino. Anche qui è facile intuire la reazione della donna, che – certamente – non sarà positiva. Come darle torto?! Pensi di aver finalmente capito chi hai di fronte e un attimo dopo ti rendi conto di essere stata presa in giro. Anche questo è un tema affrontato più volte nei film, anche se è considerato molto attuale e può coinvolgere emotivamente il grande pubblico, che – di queste situazioni – ne vive fin troppe nella vita. Il finale. Dobbiamo proprio parlarne? Sono sicura che già lo state immaginando.

A dare un senso alla commedia sono le allusioni sessuali e, come anticipato, il linguaggio utilizzato: scurrile sì, ma molto d’impatto e, soprattutto, coerente con l’ambiente ripreso. In esso giocano un ruolo importante anche i personaggi secondari e le loro storie. Come sempre, però, sono presenti degli stereotipi: la ragazza in sovrappeso, la ragazza carina, ma timida e innamorata del ragazzo più carino della scuola. E non mancano il 'bello ma stupido' e il suo corrispettivo femminile. Ad accendere i toni della commedia sono il protagonista Elyas M'Barek, che ha già collaborato con il regista in Kebab for breakfast, e la preside della scuola, che ha un ruolo piccolo, ma estremamente divertente. La parte interpretata da Karoline Herfurth, invece, risulta alquanto pesante e priva di spessore. È l’unico personaggio, insieme a quello della sorella più piccola (già lei si salva in extremis), che non è riuscita a strapparmi neanche un piccolo sorriso. Il film uscirà nelle sale italiana dal 15 ottobre 2015.

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