Ville-Marie, il film corale di Edoin: intervista al regista

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Alla Festa del Cinema 2015 sul red carpet ieri sera è arrivata Monica Bellucci per presentare il film Ville-Marie, secondo lungometraggio del regista del Québec […]
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Alla Festa del Cinema 2015 sul red carpet ieri sera è arrivata Monica Bellucci per presentare il film Ville-Marie, secondo lungometraggio del regista del Québec Guy Édoin, che ha pensato a Monica Bellucci da subito (ha inviato di mercoledì il copione al suo agente e il sabato lei aveva già accettato), e da quel momento tra loro “è andata magnificamente, una vera storia d’amore”.

Édoin ha realizzato un film corale in cui le vite di quattro personaggi si intrecciano in un crescendo di emozioni nell’ospedale Ville-Marie.

Monica Bellucci è Sophie Bernard, una madre e soprattutto una famosa attrice europea, tornata in Canada per interpretare un film diretto dal suo ex marito. In realtà spera anche di riallacciare il rapporto con suo figlio Thomas, che non vede da alcuni anni. Il film che sta girando è la storia della sua vita, e solo un terribile incidente le farà togliere la maschera di attrice per tornare ad essere anche donna e madre.

Il film si apre con una scena molto forte, da cui prende il via il tema centrale, la maternità vissuta da donne che con differenti storie e modalità non ne riescono a reggere il peso. Il rapporto tra Sophie e suo figlio è minato dall’incapacità di lei di essere autentica con il ragazzo, che cerca disperatamente di conoscere il nome del suo vero padre. Attorno a loro si muovono in modo impreciso altri personaggi, le cui vite, come quella di Sophie e Thomas, sono toccate dalla solitudine e dal senso di colpa. Il paramedico Pierre soffre per la sua sindrome da stress post traumatico, mentre l’infermiera Marie è succube del senso di colpa per la morte di suo figlio. Nella notte in cui Thomas subirà un terribile incidente, queste vite si incontreranno per trovare l’una nelle fragilità dell’altra la forza per accettarsi e dare una direzione diversa al proprio percorso. 

Monica Bellucci porta nel film la sua personalità magnetica e la sua statuaria bellezza, ma nella prima parte sembra quasi impacciata e intrappolata nel suo ruolo. Solo in ospedale, davanti al figlio in fin di vita, si toglie letteralmente la maschera lavandosi via dal viso il trucco e indossando abiti da donna normale e non da diva, diventa madre ed è più libera di esprimersi e di rivelare la sua angoscia e la sua solitudine. Il volto segnato di Monica è senz’altro l’elemento più incisivo del film insieme allo sguardo dolce e deluso di suo figlio Thomas.

Nel cast Monica Bellucci, Aliocha Schenider, Pascale Bussiéres, Patrick Hivon.

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