Ouragan, l’odyssée d’un vent: sulle orme dell’uragano, la nostra intervista ai registi

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Alla Festa del Cinema di Roma arriva il protagonista probabilmente più tiranno e prepotente di tutti: l’uragano atlantico. È lui, infatti, il personaggio principale dello […]
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Alla Festa del Cinema di Roma arriva il protagonista probabilmente più tiranno e prepotente di tutti: l’uragano atlantico. È lui, infatti, il personaggio principale dello splendido documentario in 3D Ouragan, l'odyssée d'un vent – realizzato da Cyril Barbançon e Andy Byatt e presentato nella Selezione Ufficiale della Festa.

Un viaggio di 15mila kilometri che parte in Senegal per poi abbattersi sulla Louisiana e su Cuba: tutto finto, o almeno è finto l’itinerario creato dai due registi, che si sono serviti di riprese reali realizzate in 12 paesi differenti seguendo ben 18 cicloni per dare vita a Lucy, la potenza distruttiva e nello stesso tempo vitale che vediamo sul grande schermo.

“L’idea è nata mentre stavamo girando un film nel deserto. – ci raccontano i registi – Abbiamo fatto uno spostamento in macchina e ci è venuta voglia di raccontare la storia del vento. L’idea si è poi trasformata nella voglia di raccontare l’invisibile, ma essendo europei l’uragano non fa parte della nostra cultura, per cui siamo andati in Africa per studiare dove nasce tutto. Comunque volevamo raccontare qualcosa di sensibile, che ci permettesse anche di capire come siamo. L’uragano è anche vita”.

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