Festa del Cinema 2017, Roma Caput Mundi, pochi soldi ma grandi idee Foto

Roma, Festa del Cinema 2017, dodicesima edizione, conferenza stampa di presentazione dell'evento: dal 26 ottobre al 5 novembre 2017 Roma

RFF12 Festa del Cinema di Roma, dodicesima edizione! E pensare che c’era chi diceva che con la Raggi si sarebbe fermato tutto, invece no,  non che la nostra città risplenda di salute ma quanto meno la Festa del Cinema, la manifestazione capitolina dedicata alla pellicola e non son solo, è viva e vegeta, con pochi soldi ma con tantissime idee, alla faccia di tutti i gufi de Roma.

Oggi 10 ottobre siamo presenti come soldatini alla conferenza stampa di presentazione della kermesse che si svolgerà nella capitale dal 26 al 4 novembre. A tenere banco il Presidente della Fondazione Cinema per Roma Piera de Tassis e il Direttore Artistico Antonio Monda, neo confermato per altri tre anni, complimenti! Dall’incontro ne viene fuori un evento frizzante che, con notevolissimo sforzo creativo, è riuscito, almeno sulla carta, a garantire con lo stesso budget del 2016, solo 3,4 milioni di euro, una manifestazione ricchissima.

Sarà che noi italiani quando c’è da fare il miracolo ci riusciamo, sta di fatto che, vuoi il taglio sugli eventi durante l’anno, vuoi la forza del famoso proverbio “o la va o la spacca”, Monda &Co ce l’hanno messa tutta a mettere su un programma di tutto rispetto che parte con un film premiato agli Oscar e che ogni sera propone una star. Invece che capitolare si è capitalizzato uno sforzo e una eredità. Roma è la città del cinema e il cinema è fonte inesauribile di ricchezza e promozione per la città e per tutto il suo indotto turistico. Lo sanno bene il ministro Franceschini che è riuscito a tirar fuori dal cilindro una legge degna e la Regione Lazio che ha continuato a dare supporto alla settima arte consapevole dell’enorme visibilità che questa porta su tutto il territorio. Questa volta i soci fondatori di Fondazione Cinema per Roma, Comune, Regione, Camera di Commercio, Istituto Luce e Fondazione Musica per Roma hanno fatto il loro dovere culturale di mantenere in piedi un eventi che rischiava di essere defenestrato, stritolato da polemiche da ogni dove.

Forti del successo di + 18% di pubblico dell’anno scorso e sbandierando oggi un +38% di stampa estera  accreditata all’evento, oggi è stato presentato un programma che porterà 14 anteprime mondiale, 10 anteprime internazionali,10 prime europee per  31 differenti nazionalità presentate (vai al programma). I film Italiani in gara o meglio presentati, perché la gara non c’è, sono solo tre. Qui iniziano le note dolenti e non dipendono certo dalla dirigenza dell’evento. La Festa del Cinema si propone come evento d’élite dove si va per scelta e si viene scelti, Antonio Monda ricorda che il risultato al botteghino del cinema italiano nell’ultimo weekend è a dir poco disarmante e che c’è di fatto un grande cambiamento in corso presentato dalla stessa De Tassis. La temperatura della creatività è altissima ci sono storie e autori ma l’attenzione si sta spostando dalla sala a nuovi strumenti di fruizione.

Proprio su su questo abbiamo fatto due domande puntuali la prima diretta al direttore chiedendo se la Festa del Cinema di Roma avesse previsto uno spazio dedicato alla nuova fruizione dell’audiovisivo, la seconda alla Presidente, su quale sarebbe stato, secondo lei, il risultato della politica sul cinema e sulla Festa del Cinema della neonata legge Franceschini. Le risposte sono state lacunose, solo nel 2018 sono previste delle incursioni su altri modelli di fruizioni dell’audiovisivo all’interno della Festa, ci fa presente Monda, mentre la De Tassis ci apre ad un discorso di formazione, “bisogna investire sulla cultura”.

Diciamo che le domande non erano semplici ma il problema grosso è che le nuove generazioni non vanno nelle sale e che la città, malgrado la grande accessibilità dell’Auditorium, non risponda come dovrebbe. Si rischia di fare una festa per pochi e di non riuscire a rimbalzare sul trampolino internazionale facendo sfavillare la città su quotidiani mondiali a suon di star. Venezia quest’anno, oltre ad essere festival e quindi a sancire un migliore ed un peggiore, è stato un trampolino incredibile per la città e per l’Italia. Certo per fare Venezia ci vogliono circa 15 milioni euro.  Allora ci domandiamo, ma siamo sicuri che spendere meno è spendere meglio? Non sarebbe forse il caso di mettere sul piatto un evento stratosferico da far vibrare il mondo?  In fondo Roma Caput Mundi!

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