Campo grande, di Sandra Kogut

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Campo Grande della regista brasiliana Sandra Kogut è il tredicesimo film del concorso Young/Adult di Alice nella Città, sezione della Festa del Cinema di Roma […]
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Campo grande, di Sandra Kogut

Campo Grande della regista brasiliana Sandra Kogut è il tredicesimo film del concorso Young/Adult di Alice nella Città, sezione della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni.

Il film è già stato presentato al Festival di Toronto e vede tra i protagonisti  Carla Ribas, Julia Bernat, Ygor Manoel.

Alla storia sballata della vita di due bambini fa da sfondo una città, Rio de Janeiro, completamente trasformata, in alcune sue parti, dal boom economico degli ultimi anni tanto da diventare un paesaggio convulso e irriconoscibile.

Ygor, 8 anni, e sua sorella Rayane di 6, nati e cresciuti in una favela, vengono abbandonati dalla loro madre davanti alla porta di Regina, nell’elegante quartiere di Ipanema.

La loro presenza improvvisa e inaspettata nella vita agiata di Regina, e la ricerca della loro madre, cambierà le vite di tutti loro per sempre. Per Regina il loro arrivo è un evento sconvolgente, mentre per i due bambini la convivenza con Regina e il confronto con la loro mamma li porta a nuove scoperte ed esperienze sia all’interno della nuova realtà in cui si vengono a trovare che nelle relazioni familiari.

Campo Grande è un film amaro e complesso, in cui la regista ha voluto raccontare un nuovo aspetto del Brasile, che negli ultimi anni è profondamente cambiato, stravolto da autostrade, metropolitane, palazzi e centri commerciali nati in modo disordinato, con grande impatto sociale ed economico sulla popolazione.

“Tutto questo è stato fatto in modo caotico – ha detto la registra brasiliana – tanto da sembrare una disperata forma di civilizzazione destinata al crollo. Viene in mente la Cina, dove case distrutte recentemente sono rimpiazzate da nuove costruzioni in tempi velocissimi. Questo crea una sovrapposizione tra cittadinanza e consumismo, confondendo quindi due idee diametralmente opposte, perché essere un cittadino oggi, sembra sinonimo di poter comprare. Questo è il contesto in cui ho sviluppato il mio film, girandolo in una zona di Rio completamente trasformata“ 

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