Brad Pitt con Ad Astra celebra la solitudine dell’uomo e la sua rinascita. Spoiler Video

La terra è minacciata da impulsi elettromagnetici. Un raggio letale è prodotto da un fonte in orbita su Nettuno, la terra in pericolo. Questi i presupposti di AD Astra con Brad Pitt, prodotto dallo stesso e presentato a Venezia 76

Ad Astra, la trama: La terra è minacciata da impulsi elettromagnetici. Un raggio letale è prodotto da un fonte in orbita su Nettuno, la minaccia proviene da un estremo avamposto terrestre che da decenni ha interrotto consapevolmente i contatti con la terra. Roy Mc Bride (Brad Pitt), astronauta tutto self control e negazione delle emozioni, viene coinvolto in una azione di contatto con Nettuno. La base su Nettuno vede a capo il padre di Roy, H.Clifford Mc Bride (Tommy Lee Jones). La speranza per la terra è che dal contatto fra padre e figlio nasca una soluzione per la salvezza del genere umano.

Brad Pitt è protagonista assoluto di Ad Astra di James Gray, film fantascientifico ambientato nel futuro. Presentata a Venezia76 il film è stato protagonista di una meravigliosa giornata interamente dedicata alla grande star di Hollywood, Brad Pitt, che non si è risparmiato sia con la stampa che con il pubblico illuminando la platea con il suo carisma sconfinato.

In Ad Astra di James Gray, con Brad Pitt, Tommy Lee Jones,  Donald Sutherland, Ruth Negga e Liv Tayler, si racconta la storia di un figlio abbandonato dal padre. Il lungometraggio dall’estetica impeccabile è più uno psicodramma che un film fantascientifico. Non mancano di certo momenti di azione ma il vero protagonista è l’”uomo” capace di compartimentare così estremamente sentimenti e situazioni da assomigliare più ad un robot che come un essere umano. E’ questo quello che la società richiede al protagonista,  autocontrollo e perfomance. E’ questo che Roy produce seppellendo consapevolmente ogni sentimento, negando ogni emozione. Una pratica efficace e che consente di evitare ogni sofferenza e negata però la felicità. Campanello d’allarme è il senso di disperata solitudine che, come singolo, il protagonista prova e che tutto il genere umano dimostra attraverso una esasperata ricerca di altre esistenze viventi nell’universo. Il Viaggio catartico di Roy verso il padre è il viaggio della consapevolezza, un percorso che il consentirà di rompere queste barriere.

Con chiarissimi riferimenti a grandi pellicole come Apocalyps Now, 2001 Odissea nello Spazio, Gravity il film non sorprende malgrado la magistrale interpretazione di Brad Pitt che attraverso un delicatissimo percorso emotivo del suo personaggio, giocato tutto sul filo di un rasoio, riesce comunque a far godere più di due ore di pellicola. D’altra parte il nostro Brad non è la prima volta che ci regala delle interpretazioni del genere. Un bellissima colonna sonora accompagna le immagini incredibilmente suggestive di sentimenti e spazi profondi.

Marco Del Bene

Marco del Bene, direttore responsabile di Funweek, esperto di marketing digitale cinema e musica dirige la testata dal 2015

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