Un positivo (non calciatore) al Covid nel Parma, squadra in isolamento 

Isolata la squadra del Parma dopo che è stato riscontrato un caso di positività che riguarda un non calciatore. A darne notizia è il club […]
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Isolata la squadra del Parma dopo che è stato riscontrato un caso di positività che riguarda un non calciatore. A darne notizia è il club con un comunicato sul sito. 

“Il Parma Calcio 1913 – si legge – comunica che l’ultima serie di esami ha evidenziato un caso di positività al Covid-19 relativamente a un membro (non calciatore) del gruppo squadra. Il soggetto completamente asintomatico è stato prontamente isolato secondo le direttive federali e ministeriali. La società comunica altresì che tutti gli altri membri del suddetto gruppo squadra sono risultati negativi ai test Covid-19 e hanno iniziato l’isolamento presso il Centro Sportivo ma potranno continuare regolarmente l’attività, costantemente monitorati secondo il protocollo vigente”. 

“E’ venuto fuori un caso di positività però per fortuna la persona è asintomatica. La cosa importante – dice l’allenatore del Parma Roberto D’Aversa – è che stia bene. Adesso seguiremo il protocollo, effettueremo dei tamponi, resteremo in ritiro e successivamente vedremo”. 

“Mi auguro che il caso di positività” di un membro non calciatore del gruppo squadra del Parma “sia isolato ed isolabile altrimenti si potrebbe innescare una spirale pericolosa che potrebbe portarci a scelte inevitabili di sospensione”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma e componente del Comitato scientifico della Figc per l’emergenza Covid-19. 

“Mi pare però che se si isola e monitora costantemente il gruppo squadra il sistema possa funzionare – precisa Vaia – Bisognerà capire dal ‘contact tracing’ come la persona è venuta in contatto con il virus e con quali e quante persone soprattutto fuori del gruppo squadra, considerato che sono tutti liberi di tornare alle loro case ed a frequentare chiunque. Mai come in queste occasioni il tracciamento è indispensabile”. 

“Purtroppo, come spesso verifichiamo come cittadini ed operatori sanitari, siamo costretti a rincorrere i problemi quando accadono e quindi a valle, quando certo tutto è più difficoltoso – rimarca il direttore sanitario dello Spallanzani – Se si fosse creata, come auspicavamo ed avevamo proposto, la bolla iniziale con la certezza di negatività per tutti i componenti il gruppo squadra mandando in ritiro preventivo e monitorato con i test per 14 giorni i calciatori, tutti gli addetti e le loro famiglie e successivamente far vivere tutti, comprese le famiglie dentro i centri sportivi o equivalenti, oggi parleremmo diversamente”.