Il Pallone d’oro non sarà assegnato, è la prima volta 

“A circostanze eccezionali corrispondono disposizioni eccezionali. Per la prima volta nella sua storia, iniziata nel 1956, il Pallone d’Oro non verrà assegnato nel 2020, a […]
- - Ultimo aggiornamento

“A circostanze eccezionali corrispondono disposizioni eccezionali. Per la prima volta nella sua storia, iniziata nel 1956, il Pallone d’Oro non verrà assegnato nel 2020, a causa della mancanza di condizioni sufficientemente eque”: E’ quanto scrive in una nota France Football, che ogni anno assegna il premio più prestigioso del calcio mondiale, motivando così la storica decisione dovuta alla pandemia da coronavirus.  

La rivista francese passa ai diversi motivi che hanno spinto alla decisione: “Un anno così unico non può – e non dovrebbe – essere trattato come un anno normale. In caso di dubbio, è meglio astenersi che persistere. Perché il Pallone d’Oro trasmette valori – come esemplarità, solidarietà e responsabilità – diversi dalla sola eccellenza sportiva. Perché l’equità che prevale in questo titolo onorario non poteva essere preservata, in particolare a livello statistico, poiché tutti gli aspiranti al premio non potevano essere giudicati allo stesso modo, alcuni avendo visto la loro stagione interrotta radicalmente altri no. Quindi, come possiamo confrontare l’incomparabile?”. 

“Non volevamo inserire un asterisco indelebile nella lista di premi come “trofeo vinto in circostanze eccezionali a causa della crisi sanitaria di Covid-19”. Preferiremo sempre una piccola distorsione (alla nostra storia) a una grande cicatrice. Questa è la prima volta dal 1956 che il Pallone d’Oro si prende una pausa. La parentesi non ci incanta, ma ci sembra la più responsabile e logica. Proteggere la credibilità e la legittimità di un tale premio significa anche garantire che sia irreprensibile nel tempo. Poiché solo due mesi (gennaio e febbraio), rispetto agli undici generalmente richiesti per formare un’opinione e decidere tra i migliori, è troppo poco per valutare e giudicare, dato che le altre partite hanno avuto luogo – o avranno luogo – in altre condizioni e formati (a porte chiuse, cinque sostituzioni, Final Eight in Europa in una singola partita) troppo lontano dal solito panorama. Non possiamo spingerci a fare affidamento su stagioni paralizzate, con così tanti arrangiamenti speciali, per eleggere il meglio. Il migliore di cosa, a proposito? Non sarebbe degno della nostra storia. A causa dei nostri 220 giurati (uomini e donne simili) sparsi in tutto il mondo, alcuni potrebbero essere stati distratti o deviati dalla loro missione di osservazione a causa di altre priorità ed emergenze da gestire”. 

Infine, “perché la storia del Pallone d’Oro è troppo preziosa per correre il rischio di danneggiarla con una stagione traballante. In questi tempi frenetici, fare una pausa è un lusso oltre che una necessità inestimabile. In modo che il calcio, nel suo insieme, riacquisti slancio, passione ed emozione”. 

La decisione di annullare l’edizione 2020 del Pallone d’Oro, annunciata da France Football, “è coerente con la situazione attuale. Certamente dispiace perché è una competizione che dà lustro al calcio e a chi la vince, ma già adesso il calcio internazionale sta facendo il massimo per portare a termine tutte le competizioni e questo è un altro sacrificio da sopportare”. Lo afferma al’Adnkronos l’ex ct azzurro e campione del mondo Marcello Lippi.