Verdone: “Sordi rivoluzionò la commedia all’italiana” 

”Essere più grandi di Sordi non è possibile, c’è lui e basta. Noi siamo solo degli spettatori incantati dalla sua arte. Ho conosciuto Sordi quando […]
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”Essere più grandi di Sordi non è possibile, c’è lui e basta. Noi siamo solo degli spettatori incantati dalla sua arte. Ho conosciuto Sordi quando avevo 20 anni, dopo i film sperimentali ho cominciato a fare delle introspettive sui grandi registi italiani, i grandi registi americani, i grandi registi tedeschi e poi anche sui grandi attori italiani e stranieri. Quando arrivò la settimana dedicata ad Alberto Sordi devo dire che là ho capito quanto fosse importante la commedia italiana e quanto fosse importante quell’attore (Sordi, ndr) che stavo cedendo)”. Così Carlo Verdone al Campidoglio per festeggiare il centesimo compleanno di Alberto Sordi.  

”Sordi è stato un personaggio gigantesco -ha proseguito l’attore e regista romano – perché è stato un grande rivoluzionario. Ha completamente capovolto le regole dell’accademia di arte drammatica e ha imposto un suo modo futurista perché nei suoi primi film non mantiene mai le regole delle pause canoniche ma ha delle pause tutte sue, monta sulla frase dell’altro attore in maniera totalmente disinvolta e divertente”. 

”Era un personaggio -sottolinea ancora Verdone- Sordi fa parte della galleria delle maschere della commedia dell’arte. La sua immagine è legata a un periodo meraviglioso che molti purtroppo non hanno vissuto, quello della fine degli anni ’50 e degli anni ’60. L’immagine di un’Italia che funzionava, un’Italia che iniziava a produrre, c’era un grande buon umore e una grande creatività. I film di commedia erano belli perché all’epoca c’era un orizzonte splendente”.