Lun, 07 Maggio 2012

Stuck, la web series parla inglese spopolando su youtube

ROMA - Dalla mente di Ivan Silvestrini, un progetto low budget, ma di alta qualità


Cosa succede quando si riesce a carpire la potenza di youtube raccontando di un emoziona trainer che tenta di sbloccare i suoi pazienti con terapie d’urto decisamente politicamente scorrette? Bisogna chiederlo a Ivan Silvestrini, mente, penna e regista di ‘Stuck – The Chronicles of David Rea’, interpretato da Riccardo Sardonè insieme ad un cast italo – anglofono, ma ambientato nella capitale e “ispirato alla parte peggiore di me”, afferma il regista.

Un po’ Dr. House, un po’ Hitch e un po’ Californication, ‘Stuck’ è una web series low budget, ma di alta qualità, che sta letteralmente spopolando su youtube e Silvestrini sottolinea con fierezza: “è la prima web series italiana in lingua inglese, ma l’unica caratteristica ‘made in Usa’ è la cura nella definizione dei personaggi, che purtroppo generalmente difetta nella narrazione italiana”.

Il primo episodio, messo in rete il 25 marzo, ha totalizzato in sole due settimane ben 25mila visualizzazioni e il secondo viaggia sulle 15mila per ora: un ottimo risultato per Silvestrini, Sardonè e la loro squadra, che si sono messi in gioco personalmente e hanno investito sulla qualità, sull’inglese e sulla storia.
Il successo di Stuck è dovuto principalmente all’uso dell’inglese per i dialoghi, sottotitolati in italiano – tanto che il 70% dei followers è americano – infatti il regista spiega: “Un prodotto fatto per il web deve poter essere fruibile da un pubblico più ampio possibile. Perché avremmo dovuto precluderci gli spettatori anglofoni? E poi diciamocelo: per rendere bene un certo tipo di umorismo un po’ british, l’italiano non sarebbe stato la lingua giusta”.

Un altro fattore che ha contribuito al successo è stato sfruttare la libertà che youtube permette: “L’idea è nata dopo il mio incontro con Riccardo (Sardonè). Entrambi ci siamo trovati d’accordo sulla prospettiva di realizzare contenuti per internet: una web-series da distribuire su Youtube ci è sembrata la sfida più interessante. Questa è l’unica frontiera che la nostra generazione ha per esprimersi liberamente: qui, forse per poco, possiamo esistere, e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno”.

E poi certamente la presenza di Sardonè nel ruolo dell’emotional trainer che chiede ai propri pazienti: “Where did you get stuck?”, ovvero ‘Dove ti sei bloccato?’, una domanda che risuona nella mente di tanti giovani d’oggi che si sentono tagliati fuori da una società che non li cerca e riversano la loro frustrazione nei rapporti interpersonali.

Sardonè - racconta il regista - è un uomo di una bontà infinita. Non ho resistito alla tentazione di metterlo alla prova facendogli interpretare la parte del cinico manipolatore”. Al suo fianco anche Ivana Lotito, Valentina Izumi, Gaia Scodellaro, Stefano Masciolini e Mark Lawrence, che hanno sposato la causa con grande entusiasmo.

Ora Silvestrini si augura di trovare sponsor e co-produttori per realizzare la seconda stagione, ma è realistico: “un’impresa così si può fare solo una volta nella vita”
 
di Eleonora D'Urbano
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