"Quando uscì il libro, Rocco se ne innamorò e mi disse che voleva fare un film: gli dissi fallo, se hai i mezzi fallo. Alla sceneggiatura c’ho messo mano pochissimo perché se ci sono buoni sceneggiatori sono loro che traducono le mie opere in immagini. A me tra le mani è arrivata una sceneggiatura già pronta e non ho fatto altro che piccole correzioni per evidenziare i motivi e la modalità della Scomparsa di Patò".
Le parole di Andrea Camilleri arrivano all’uscita del primo film tratto dal suo omonimo romanzo del 2000, a pochi giorni dal 23 febbraio, quando debutterà su RaiUno il prequel de “Il Giovane Montalbano”.
Il film d'epoca girato in Sicilia, con il personaggio principale interpretato da Neri Marcoré, è una sorta di storia di pirandelliana memoria, con un furbetto protagonista, eterna maschera italiana.
"Un finissimo farabutto che riesce a fregare anche la mafia - descrive così il personaggio sempre attuale, lo scrittore, alla presentazione ufficiale del film - ancora adesso, nel nostro Paese, di Patò ce ne sono tanti: ma a differenza di allora, quelli di oggi fanno l'imbroglio e non scompaiono. Sono sempre lì".
Prodotto in collaborazione con Rai Cinema, dall’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, dalla Sicilia Film Commission, il film ricostruisce in chiave cinematografica la scomparsa di Patò, avvenuta durante il "Mortorio", cioè la Passione di Cristo, rappresentazione che la città di Vigata interpreta il Venerdì Santo del 1890.
Ad essere messo in scena un quadro sorprendente della Sicilia di fine secolo, ma anche dell'Italia intera.
Qual è il destino di Antonio Patò, il direttore della sede locale della banca Trinacria, inghiottito nel nulla senza lasciare tracce?
Al centro del film, dunque, è posto lo strano destino del direttore della banca, che interpreta la parte di Giuda nella Passione del Venerdì Santo.
La storia si complica alla fine della rappresentazione pasquale, quando scompare il protagonista: un giallo sul quale indagano la Stazione dei Reali Carabinieri, con il maresciallo Paolo Giummaro (interpretato nel film da Frassica) e Bellavia della delegazione di Pubblica Sicurezza di Vigata (Casagrande).
"L'ispirazione per la storia - racconta lo scrittore - mì è venuta dalla ultime due righe di “A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia, in cui si accenna alla scomparsa di un certo Patò dopo essere caduto dal sottopalco mentre recitava la Morteria (la passione di Cristo)”.
Le ipotesi possibili sulla scomparsa sono tante: da irregolarità che riguardano il lavoro in banca a un complotto della mafia, alla perdita della memoria dopo la caduta in una botola. Le indagini, gli interrogatori e i flashback, oltre alla risoluzione del mistero, porteranno a costruire un quadro inaspettato e un dipinto popolare della Sicilia di fine secolo.
Marcorè non nasconde la sua soddisfazione per il fatto che la pellicola - presentata al Festival di Roma nel 2010, quindi un anno e mezzo fa - arrivi nelle sale cinematografiche dal prossimo week end, in trenta copie, per la regia di Rocco Mortelliti, interpretata da tra gli altri da Nino Frassica, Maurizio Casagrande, Simona Marchini e Roberto Herlitzka e la sceneggiatura scritta da Rocco Mortelliti, Maurizio Nichetti e Camilleri.
di Francesca Casale
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