Stupro Rimini, Fabrizio Bracconeri bloccato su Twitter: pesanti insulti alla Kyenge Foto - Video

E' stato sempre un personaggio fumantino sui social e ha sempre usato il suo account TWITTER per far conoscere le sue opinioni sui principali fatti di cronaca. Ora, però, Fabrizio Bracconeri è stato sospeso su Twitter per insulti pesanti alla Kyenge dopo lo stupro accaduto a Rimini.  

Bracconeri insulta la Kyenge e Twitter blocca il suo account: parole di fuoco contro l'ex ministra

Gli stupri di Rimini hanno tenuto banco per diversi giorni e hanno – com'era prevedibile – diviso il popolo del web considerata la delicata questione immigrati che affligge il nostro paese da troppo tempo. Ad intervenire nel dibattito anche Fabrizio Bracconeri, l'ex Bruno Sacchi de ‘I ragazzi della Terza C' che ha tirato in ballo – com'è successo in passato – Cécile Kyenge, ex Ministro dell'Integrazione che è stata travolta dagli insulti.

FABRIZIO BRACCONERI E IL DRAMMA CHE STA VIVENDO COL FIGLIO

Quello che per anni è stato il rassicurante valletto di Forum, infatti, ha scritto due cinguettii che Twitter ha reputato non conformi alle regole e l'account di Bracconeri è stato sospeso e al momento risulta irraggiungibile. Il primo discusso post è: “Non mi viene in mente il nome della buzzicona muslim che era ministro”.

"VENGO MOLESTATA E INSULTATA DA TEMPO", LO SFOGO DELLA NOTA SHOWGIRL SPIAZZA TUTTI

Dopo poco l'attuale europarlamentare PD di origini congolesi è stata raggiunta da un altro messaggio, ancor più al vetriolo: “Ti ho trovata @ckyenge non dici niente dei tuoi fratelli merde muslim? Sei abituata, conosci i vostri usi con capre, no? Fate schifo!! Viaaa

Ricordiamo che nel 2014 Fabrizio Bracconeri ha tentato di entrare in politica candidandosi con Fratelli d'Italia e che non è la prima volta che la Kyenge viene bersagliata da insulti razzisti e sessisti.

Per il momento la donna non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito all'accaduto mentre lo showman 53enne è stato censurato e tutt'ora risulta silente sugli altri profili social. Gli sarà servita la lezione che Twitter gli ha dato? 

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