Presentazione “la Serva Del Principe” Di M. Santanelli

Il maestro della Nuova Drammaturgia Napoletana, Manlio Santanelli, mercoledì 17 gennaio, alle ore 17.00, presso lo spazio Laterzagorà del Teatro Bellini di Napoli, presenta il suo testo di ultima pubblicazione, La serva del Principe, edito da Kairòs Edizioni per la collana Serie Oro, dedicata al Teatro. Insieme al maestro Santanelli, ad arricchire il confronto, nell’occasione dell’evento di presentazione, ci saranno la professoressa Antonia Lezza e la giornalista Luciana Libero; modera l’incontro, il critico teatrale del Roma Giuseppe Giorgio. Letture di Antonella Stefanucci e Renato Carpentieri.

Il lavoro di Santanelli fa ruotare il nodo drammaturgico della vicenda teatrale intorno al rapporto che lega il filosofo, storico e drammaturgo Niccolò Machiavelli alla serva che di lui si prende amorevolmente cura. È proprio quest’ultima, incolta donna del popolo, dotata però di vivacità intellettiva e curiosità, a fornire all’autore del Principe quel pragmatismo di cui la sua opera porta il sigillo. Nel confronto tra due mondi culturali così diversi emerge la saggezza umana che ogni intellettuale trasfonde nei suoi scritti. È lei, Berta, a condurre nello studio del filosofo, perso tra le sue dissertazioni, la vita vera, chiusa fuori la porta; è lei a bagnare le pagine dei suoi scritti di quella profonda umanità di cui sono intrise.

La professoressa Antonia Lezza, autrice della prefazione al testo, così introduce il lavoro:«Il Principe è spiegato partendo dal basso, dalle osservazioni o meglio dalle intuizioni di una donna del popolo. Santanelli, infatti, affida a Berta [la Serva] una responsabilità importante rispetto al Maestro [Machiavelli]; pertanto lei sembra anticipare, se naturalmente contestualizziamo il testo, il ruolo che il personaggio femminile assume nel teatro di Goldoni[…]. Berta è una donna saggia e cauta[…]. Sa parlare perché sa ragionare sulle cose, con semplicità e intuito femminile, ma soprattutto riesce ad esprimere le sue idee sulla corruzione della Chiesa o sul rapporto di Machiavelli con Guicciardini; inoltre è capace di suggerire al Maestro alcuni punti salienti del Trattato: «Chiudete il pensiero con… che so… “Ma nelle repubbliche è maggior vita, maggior odio, più desiderio di vendetta, né gli lascia, né può lasciare riposare, la memoria della antiqua libertà” […]».
E Machiavelli risponde ammirato: «Berta, come farei mancandomi il tuo ausilio, non so. Tu sei per me il traliccio che fa vigoreggiare la vite». Ma la cifra stilistica della Serva del Principe è riconducibile, soprattutto, alla lingua, una lingua, per così dire inventata, originale e funzionale, che denota un’attenzione e un impegno da parte dell’autore veramente singolari».