Aveva dichiarato di voler fermarsi due anni, e così farà
Laura Pausini.
Eppure il suo nome e il suo talento continuano ad essere sulla bocca di tutti, al punto che il giornalista
Michele Monina le ha dedicato un’intera biografia,
“Una storia che vale”, titolo anche di una canzone della grande artista italiana.
Michele Monina non è nuovo alle
biografie di cantanti italiani – primo tra tutti
Vasco Rossi – e con la sua meticolosità va ad indagare nella vita di una ragazza che ha girato il mondo, riuscendo tuttavia a rimanere semplice.
Scopriamo così che la prima canzone che la Pausini ha cantato con
suo padre Fabrizio, appartenente a un duo di piano-bar, è stata
“Dolce Reimi” e che la cantante emiliana aveva già inciso un
cd-cover all’età di 12 anni.

Secondo Monina tuttavia, la
vera opportunità per la Pausini è stata quella di essere molto apprezzata da
Baglioni: “Onestamente non ho ben chiaro il motivo per cui il cantautore romano ha deciso, a inizio carriera, di
spingere in qualche modo la Pausini. O meglio, immagino che sia stata per una mera
questione di feeling e di opportunità” commenta il giornalista, “del resto Baglioni ha avuto una
sorte non tanto diversa da quella della cantante romagnola, molto amato dal pubblico e praticamente
ignorato dalla critica”.
Michele Monina, che dichiaratamente non è un grandissimo fan della Pausini, ha comunque molte storie da raccontare, come ad esempio l’opportunità che gli era capitata di seguirla in
America Latina per il tour: “A invitarmi fu l'ufficio stampa della sua casa discografica, dopo che mi ero preso agio di stroncare
Resta in ascolto sulle pagine di
Tutto Musica. Ci ero andato giù pesante, come spesso mi capitava. E invece di ricevere le
solite telefonate minatorie da parte dei discografici, se non addirittura degli artisti, ho ricevuto
un invito per seguire in prima persona un tour promozionale in Sud America” racconta Monina, “invece Tutto Musica chiuse un mese dopo, e non se ne fece nulla. Secondo me mi sarei proprio divertito, a meno che l'intenzione non fosse quella di
farmela pagare, magari lasciandomi in uno dei peggiori bar di Caracas, in balia di qualche brutto ceffo”.
Insomma la biografia della Pausini non è propriamente
un elogio, ma una semplice
raccolta di episodi, dato che come dice Molina, l’artista italiana lo “
incuriosisce molto, ma sicuramente non è tra le mie preferite, a livello musicale”.
Tant’è che la Pausini non ha proprio gradito l’
uscita del libro senza che lei ne sapesse nulla. Il giornalista tuttavia si difende con un
“io lavoro così”, e aggiunge che il grande pregio della cantante è proprio quello di avere oltre al
talento, la
forza di volontà a spingere in direzione del successo.
Cosa ne penserà Monina di questi
due anni di stop?