Provini cinematografici e raccomandazioni: binomio indissolubile?
Scritto lun, 08 febbraio 2010
Sempre più spesso in Italia si sente dire che per sfondare nel mondo del cinema o della televisione, serve una raccomandazione…per questo molti attori o attrici italiani decidono di volare all’estero per mettere in campo il loro talento che spesso qui non trova spazio.
Ne sa qualcosa Elena Arvigo, attrice genovese appena trentenne che deve gran parte del suo successo a film girati all’estero, in particolare negli Stati Uniti, in Francia e in Germania.
La star emergente Arvigo dichiara di avere più facilità a rapportarsi a realtà non italiane in quanto nel nostro paese tutto è faticoso e misterioso anzi in molti cast si dichiara esplicitamente di dover “smistare tra le raccomandate”.
Lei, però, non si è mai arresa al mondo delle raccomandazioni e ha cercato di sfondare nello show-biz straniero: tra i suoi successi all’estero, infatti, possiamo citare la serie tv della Fox "Mental" e il film "Eat pray love", al fianco di Julia Roberts e Javier che uscirà nelle sale la prossima estate.
“Perché lavoro tanto all'estero?”, aggiunge in un’intervista a Tgcom, “Bisogna essere realisti: in quel caso i provini risentono meno delle raccomandazioni".
Ma a quanto pare la Arvigo non è la sola attrice italiana a risentire di questo “meccanismo”.
Sabato scorso nella puntata di “Verissimo” anche Sabrina Impacciatore, in questi giorni al cinema con “Baciami ancora” di Gabriele Muccino, ha raccontato che avrebbe dovuto interpretare “Non ti muovere” di Sergio Castellitto ma all’ultimo momento è intervenuta la coproduzione con la Spagna e il ruolo è stato dato a Penelope Cruz.
Dopo questo cambio improvviso l’attrice, nata artisticamente negli studi di “Non è la Rai”, è solita definire, ironicamente, la star spagnola “Penelope Puz”...
Sicuramente Sabrina non avrà ancora digerito l’amara sostituzione!
Ma non tutti la pensano allo stesso modo.
L’attice Elena Russo, accusata di essere stata raccomandata da Silvio Berlusconi che in una telefonata con Saccà, allora direttore generale di Rai Fiction, avrebbe fatto il suo nome, in un’intervista rilasciata al Corriere lo scorso dicembre dice: - «Inutile essere ipocriti: tutti siamo dei raccomandati. Chi, avendo l’occasione di essere segnalato, non la prende al volo? Poi, però, non basta, perché se non vali niente alla fine non vai lontano”.
Insomma… raccomandazioni o meno, se molti dei nostri attori per ottenere dei riconoscimenti devono volare all’estero, un motivo dovrà pur esserci!