È una commedia in cui
Enrico Brignano crede molto quella presentata al Roma Fiction Fest da Sky Cinema.
‘Un Natale per due’ rappresenta infatti quasi una novità nei palinsesti Sky: un film ‘on the road’ divertente e frizzante (poteva essere altrimenti con due protagonisti come Enrico Brignano e Alessandro Gassman?), che riprende i temi classici della
commedia italiana e che andrà in onda – ovviamente su Sky – in occasione delle feste natalizie.
Il comico romano ci ha parlato del suo personaggio e del film, confessando che non gli dispiacerebbe affatto ripetere l’esperienza e continuare a collaborare con
Sky.
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D.: ‘Un Natale per due’ è la prima commedia prodotta da Sky Cinema. Cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo?
R.: Ovviamente i soldi (ride,
ndr). No, a parte i soldi, mi ha convinto il fatto che avrei lavorato con Alessandro Gassman. Ora fortunatamente posso decidere cosa fare in termini lavorativi ed è un grande vantaggio per chi fa questo lavoro. Ero contento di fare un film di Natale per Sky che, inoltre, ha un’elettronica molto particolare. E ribadisco il legame affettivo che mi lega ad Alessandro. Lavorare tra amici è molto meglio, anche perché insieme ci siamo messi a correggere la sceneggiatura, poi in un secondo momento è stato scelto il regista… è stato tutto molto divertente, anche perché abbiamo dovuto girare d’estate e eravamo coperti di lana. È stata una sofferenza.
D.: Di cosa parla questo film?
R.: Parla di due amici e della loro avventura. I due protagonisti devono tornare a casa per le vacanze di Natale: proviamo a prendere l’aereo, il treno, proviamo ad andare per mare, ma alla fine l’unica soluzione è la cara vecchia autostrada e ne succedono di cotte e di crude. Succedono cose divertenti, ma di un divertimento ‘garbato’. Tenevamo molto a fare il film in un certo modo. Inoltre, la commedia mostra un panorama di persone con varie problematiche, tante realtà complicate. Questo è un periodo di sofferenza. C’è chi non riesce a campare con 1000 euro al mese. Certo, c’è anche chi non ha lavoro, anche se magari chi non ha un posto viene aiutato. Ma chi guadagna 1000 euro al mese come fa? Un tempo si parlava molto di questo ‘posto fisso’; oggi se metti la testa in un posto fisso sei un condannato. Lo stipendio è stato tramutato in euro e si è fermato lì. Il film, in un certo senso, parla anche di questo.
D.: Parlaci invece di Danilo, il tuo personaggio.
R.: Danilo è un ragazzo semplice, con molti ideali. Ad esempio, crede al karma, alla concentrazione. Crede anche nell’amore ma non si dichiara. È un sognatore insomma, ma è anche un po’ furbo. Parlo però di quella furbizia ‘a ombrello’, che serve solo nei momenti di bisogno. Il personaggio di Alessandro invece è la tipica persona che crede di essere furba. Diciamo che i due personaggi si compensano e, alla fine, diventeranno amici. Abbiamo tentato però di non lanciare troppi messaggi, visto che a Natale ce ne sono già tanti. È un film molto semplice.
D.: Com’è stato lavorare con Sky?
R.: Io spero sinceramente che Sky possa diventare capace di competere con le tv generaliste. Io sono un abbonato Sky e devo dire che Sky non mi regala niente, anzi è come la tosse: non se leva mai. Ma da cittadino devo dire che almeno è onesto: se metti la parabola nel modo giusto, se paghi l’abbonamento puoi vedere la televisione in HD. Nella tv generalista invece vedi solo uno ‘strazio’. In Sky c’è meritocrazia e ci sono anche tanti giovani, che – diciamo la verità – lavorano di più perché non hanno problemi di salute vari.
D.: Ti piace interpretare personaggi molto simili a te? Danilo rappresenta un po’ il tuo ‘personaggio tipo’.
R.: Mi piacerebbe interpretare un personaggio totalmente diverso da me, ad esempio un killer. Ma se il personaggio è simile a me, o si avvicina alle cose che so fare, allora mi piace inserire alcune sfumature. Danilo per tutto il film sembra un tontolone, e invece… lo vedrete se avete pagato l’abbonamento a Sky (ride,
ndr).
D.: Insomma, il tuo lavoro ti piace molto…
R.: Non cambierei il mio lavoro con nessun altro lavoro al mondo. Siamo meglio delle escort. Perché sai, a modo loro, anche le escort danno gioia, di notte. E spesso a noi ci chiamano quelli che si accompagnano con le escort e ci danno un palcoscenico. I commedianti sono i più pagati, ma abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo parlare a persone che hanno pagato per vederci.
Non succede manco al Papa, che chiede i soldi dopo con l’8 per mille. E nemmeno al Presidente del Consiglio e ai politici, che si prendono i soldi dopo con tutti gli interessi.
D.: Tornando a ‘Un Natale per due’, è quindi un’esperienza che ripeteresti?
R.: Assolutamente. Il film nasceva bene perché con Alessandro era già buono sulla carta, poi ho anche ritrovato un caro amico. Alessandro è un portento ed è un vero comico. Portava sempre nuove idee, solo che eravamo vincolati dal copione (Natale mica dura due giorni, dopo Natale c’è Santo Stefano). Certo, alcune idee di Alessandro erano buone, altre invece no. Però ci siamo divertiti molto sul set. I soldi guadagnati li abbiamo già spesi, quindi su quel vesante è tutto a posto. Ci aspettiamo che il film piaccia e che Sky lo mandi in loop, anche perché c’è Sky +1, +2, +4… Abbiamo anche pensato di fare un sequel, con altre festività. Come lo vedete, ad esempio, ‘Una Befana per quattro’?