Sfila sotto la pioggia Aaron Eckhart, unico rappresentante del film in concorso ‘Rabbit Hole' al Festival di Roma, eppure in conferenza stampa ammette di trovare molto interessante la capitale italiana, anche se non per il tempo.
Interrogato su tutte le bellissime colleghe con cui ha lavorato, non riesce ad esprimersi su quale sia la migliore e, alla fine, ammette che - a proposito di donne - le italiane non sono proprio da buttare: "Adoro lavorare con belle donne anche se non so perché mi succeda. Spero di lavorare con molte altre belle attrici. La mia donna ideale? Non saprei, ma ieri sera a Roma ho visto girare molte ragazze carine...".
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Niente da ridire, comunque, sulla co-protagonista del film Nicole Kidman, che per l'occasione riveste anche il ruolo di produttrice: "Nicole mi ha chiamato per sapere se volevo interpretare con lei il film. Potevo mai dirle di no? Per tutto il cast è stato molto facile entrare in sintonia, dato che abbiamo realmente vissuto nella stessa casa a Long Island: io e Nicole Kidman dormivamo in camere separate, ovviamente, ma avevamo il bagno in comune...".
‘Rabbit Hole' è un film intenso, tratto dalla pièce teatrale omonima vincitrice del premio Pulitzer, e racconta una storia drammatica: la vita di una coppia sposata dopo la perdita del figlio di appena quattro anni.
Un ruolo difficile per Aaron che, per prepararsi, ha frequentato per un po' gruppi di supporto all'interno dei quali fingeva di aver perso un genitore, "ma solo per una volta perché non mi sembrava molto etico. Il dolore di quelle persone era troppo intenso".
Del resto, entrare in un ruolo non è mai semplice e Aaron ci tiene a ricordare Heath Ledger, suo collega sul set de ‘Il Cavaliere Oscuro': "Era un attore completamente ed estremamente libero, io lo guardavo e cercavo di adeguarmi al suo livello. In quel film, il suo Joker ha sorpreso davvero tutti. È riuscito ad ottenere qualcosa che pochi attori riescono ad ottenere".
Eppure Aaron, con questa interpretazione, è stato sicuramente all'altezza, aiutato anche dalle sue colleghe sul set (oltre alla Kidman, la straordinaria Dianne Wiest): "Mentre lavoravamo ogni giorno temevo di non essere all'altezza e questo per un professionista è un notevole stimolo a superarsi sempre".
E, a giudicare dal risultato - una pellicola commovente senza necessità di forzature - possiamo dire che l'intesa del cast ha perfettamente funzionato, portando sugli schermi una storia drammatica e tenera allo stesso tempo. L'ennesima ottima prova di un cast veramente eccezionale.
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